Mercoledì 19 Gennaio 2011

Lodi, finanziere di Bergamo
arrestato per concussione

È nato e cresciuto a Bergamo il maggiore Jacopo Pasini, finanziere del comando regionale Trentino Alto Adige che lunedì 17 gennaio è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per presunti episodi di concussione a Lodi.

Le indagini, svolte dai carabinieri di Lodi in collaborazione con i finanzieri della Guardia di Finanza di Lodi, riguardano quattro episodi risalenti agli anni 2005 e 2006 a danno di altrettanti imprenditori lodigiani. Prima di essere trasferito a Trento, infatti, l'ufficiale aveva comandato il nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle di Lodi dal 2003 al 2008.

Durante il suo periodo di servizio nel Lodigiano, secondo le contestazioni alla base del provvedimento restrittivo, avrebbe chiesto mazzette a quattro imprese in cambio di controlli più «leggeri». Pasini, portato nel carcere di Trento, comparirà giovedì davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia.

L'inchiesta che vede coinvolto il maggiore della Guardia di Finanza Jacopo Pasini appartiene allo stesso filone d'indagine, intrapreso dalla procura di Lodi, che aveva già portato all'arresto di altri due finanzieri e di due commercialisti.

Trentacinque anni, l'ufficiale della Guardia di Finanza ha vissuto nella Bergamasca fino al 1990, anno in cui si è trasferito a Roma. Dopo il quinquennio di Accademia ha ricevuto il primo incarico operativo al comando della tenenza delle Fiamme Gialle di Soverato (Catanzaro), dove è rimasto per due anni, quindi ha lavorato per un altro biennio alla guida della compagnia di Menaggio (Como).

La promozione e l'approdo a Lodi sono arrivati nel 2003 e sono stati seguiti da una seconda promozione a Trento nell'estate del 2008. Col grado di maggiore, Pasini era in servizio al comando regionale Trentino Alto Adige come comandante della sezione «I».

L'ufficiale aveva lavorato anche in inchieste importanti come quella condotta dal pm Paolo Bargero sulla scalata condotta da Gianpiero Fiorani alla banca Antonveneta. A Pasini in quell'occasione era stato chiesto dal pm di compiere accertamenti approfonditi, assieme ai suoi uomini, fra i conti corrente dei presunti amici di Fiorani.

L'attenzione degli inquirenti, a quanto si è appresto, si era spostata su Jacopo Pasini in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche e all'interrogatorio di un suo ex collega finito in carcere mesi fa con l'accusa di aver intascato a sua volta una mazzetta da una ditta lodigiana.

m.sanfilippo

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