La lettera: condizioni di lavoro assurde
Chi è in crisi è trattato senza rispetto

«Sono un ragazzo di 29 anni e da 10 anni lavoro come impiegato. Fortunatamente in questi dieci anni nonostante abbia già cambiato 5 diverse società non ho mai perso un giorno di lavoro. Tuttavia trovare un lavoro è a dir poco complicato».

«Sono un ragazzo di 29 anni e da 10 anni lavoro come impiegato. Fortunatamente in questi dieci anni nonostante abbia già cambiato 5 diverse società non ho mai perso un giorno di lavoro. Tuttavia vi posso assicurare che in questi ultimi due anni trovare un nuovo lavoro è a dir poco complicato, come sicuramente possono testimoniare altri ragazzi ed in particolare ragazze in cerca di una nuova occupazione».

«Negli ultimi sei mesi ho avuto circa 20 colloqui di lavoro, vi sembrerà un numero notevole considerando la penuria di opportunità lavorative, ma più della metà si sono svolte in agenzie di lavoro, mentre le aziende con cui ho potuto parlare direttamente offrivano delle condizioni che definirei ignobili!».

«È incredibile il numero di agenzie di lavoro, società di ricerca no-profit, agenzie di selezione del personale e simili che sono state aperte in quest'ultimo periodo. Quale è il senso di un numero così elevato di agenzie con un numero così ridotto di offerte di lavoro?»

«Il risultato che si ottiene da questo controsenso è semplice e lo posso spiegare con un esempio pratico: "Azienda chimica di Grassobbio cerca commerciale…». A questo annuncio ho risposto direttamente. L'azienda mi ha contattato, abbiamo fissato un colloquio e terminata la selezione sono stato scartato».

«Dopo poche settimane ho risposto ad alcuni annunci, simili fra loro per un figura commerciale per un'azienda chimica. L'annuncio di lavoro compariva su 5 diverse agenzie di lavoro e 2 società di selezione. Tutte e sette le ricerche rispondevano alla stessa società con la quale avevo già avuto il colloquio. La ricerca è ancora aperta, dopo 5 mesi dal primo annuncio».

«Capisco perfettamente il lavoro svolto da queste agenzie, ma quello che veramente non riesco a concepire è il criterio adottato dalle aziende per la ricerca del personale. Alcune sembrano non avere il minimo rispetto per il valore del lavoro e per chi del lavoro ne ha veramente bisogno».

«Qual è il senso di ricerche di personale aperte per mesi? Avere colloqui di lavoro e restare in sospeso per settimane senza avere alcuna risposta? Oggi ho trovato un lavoro, devo ringraziare un'agenzia di lavoro che già in passato era stata in grado di farmi assumere, l'unica tra le 14 (sottolineo 14) con cui ho avuto dei colloqui, e ringrazio la serietà dell'azienda che ha aperto questa ricerca».

«Vi consiglio una passeggiata in via Moroni e dintorni, contate solo in quell'area il numero di agenzie presenti... La crisi ha causato la perdita di migliaia di posti di lavoro, la soluzione non è certo offrire nuovi posti di lavoro con condizioni "impossibili" e trattare chi è in difficoltà senza il rispetto dovuto. Sono quest'ultimi ad avere contribuito alla crescita delle aziende per cui hanno lavorato e non sono di certo la causa della crisi che stiamo vivendo, ma sono comunque loro a pagarne il prezzo più alto».

Lettera firmata

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