Domenica 27 Febbraio 2011

Sei coltellate, l'autopsia farà chiarezza
Ma per gli inquirenti Yara è sempre stata lì

Domenica è stato il giorno del silenzio. Dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Yara sabato pomeriggio 26 febbraio, a tre mesi esatti dalla sua drammatica scomparsa, ora continuano le indagini nel campo incolto di Chignolo, nei pressi di via Bedeschi, dove un uomo che stava facendo volare il suo aereo radiocomandato ha scoperto il cadavere della ragazzina. Ora si continua a indagare e due sono le piste aperte.

LE INDAGINI IN CORSO
Il corpo di Yara è sempre stato in quel campo? E poi: Yara è stata uccisa qui o vi è stata trasferita dopo essere morta? Sono queste le principali e terribili domande a cui gli inquirenti devono dare delle risposte. Due le piste aperte: il corpo della ragazzina potrebbe essere sempre stato in questo campo della zona industriale di Chignolo, ma il maltempo, la neve, l'erba e i rovi alti fino a 60 centimetri potrebbero non aver permesso l'avvistamento del cadavere. Un'ipotesi confermata anche dal fatto che il cadavere, pur in avanzato stato di decomposizione, è risultato intatto e privo di fratture. Questa tesi è la più forte in questo momento e sta prendendo peso tra gli inquirenti nonostante quando dichiarato da molti volontari delle protezione civile e dallo stesso sindaco di Chignolo. Più volte il primo cittadino avrebbe detto che la zona è stata battuta e controllata, oltre ad essere molto frequentata dai ragazzi che si dirigono nella vicina discoteca e da abitanti del paese che in quei campi fanno jogging.

VIA BEDESCHI RIAPERTA
Intanto nel tardo pomeriggio di domenica, intorno alle 18, la via Bedeschi è stata riaperta: resta transennata parte del campo dove si è verificato il ritrovamento e, all'interno, un nastro giallo delimita ulteriormente l'area del ritrovamento, con alcune bandierine che mostrano il punto esatto in cui sono stati trovati il corpo e alcuni oggetti di proprietà della ragazza. Proprio da questi indizi si ricomincia a indagare.
Nella giornata di domenica la zona del ritrovamento è stata teatro di un viavai di curiosi, ma anche di tanta gente che ha voluto portare un mazzo di fiori, un peluche, un biglietto per la giovane. Tanto che alla fine della giornata
all'ingresso del campo si è creato - su un blocco di cemento - un
piccolo altarino colmo di fiori. «Avete ucciso il nostro angelo», ha
detto per esempio un'anziana signora  ferma a poca distanza dal nastro
bianco e rosso dei carabinieri. Una delle tante persone che  hanno iniziato ad arrivare già nella prima parte della mattinata in questa anonima zona industriale: tanti, centinaia, da Madone, Chignolo, Brembate Sopra, da tutta la Bergamasca, da mezza Lombardia. Tutti colpiti dall'orrore che campeggia sulle prime pagine dei giornali nazionali e locali di una triste domenica.

CINQUE FERITE, SI RIPARTE DALLA SIM DEL TELEFONINO
Trapelano nel frattempo le prime indiscrezioni sul ritrovamento. Yara indossava gli stessi abiti della sera della sua scomparsa, lo stesso elastico rosso ai capelli, la giacca scura, i pantaloni e le All Star. Sul corpo, trovato supino e con gli arti leggermente allargati sopra un letto di sterpaglie, sei ferite da taglio: una al polso, una al collo e quattro alla schiena, all'altezza dei reni. Addosso la sim e la batteria del cellulare, l'iPod e le chiavi di casa. Manca invece il corpo del telefono, l'«Lg» nero, spento per sempre alle 18,55 di quel venerdì maledetto.

FILMATI SOTTO INDAGINE

In mano agli inquirenti ci sono infine i filmati delle telecamere di videosorveglianza dell'azienda vicina al luogo del ritrovamento, utili per recuperate ulteriori indizi per le indagini. Si spera che possano aver registrato elementi utili per avanzare con le indagini e arrivare a un colpevole.

L'AUTOPSIA NEL POMERIGGIO DI LUNEDI'
A fare più chiarezza ci penserà comunque l'autopsia in programma lunedì 28 febbraio nel primo pomeriggio. La salma di Yara è stata identificata nella mattinata di domenica 27 febbraio dai genitori che hanno raggiunto l'Istituto di medicina legale di Milano. È qui che un pool di esperti farà luce su molti punti oscuri della morte di Yara.

m.sanfilippo

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