Lunedì 28 Marzo 2011

L'ordinanza antiprostitute
Dal Pd due proposte al Comune

«Restiamo perplessi sull'ordinanza antiprostituzione, ma almeno si versi il ricavato delle multe alle associazioni che combattono davvero lo sfruttamento». A commentare le novità stabilite da Palazzo Frizzoni per combattere la prostituzione sono Maddalena Cattaneo, coordinatrice della Conferenza delle donne del Pd di Bergamo, e Nicola Eynard, segretario cittadino del Pd. «Anche a Bergamo città si cerca di mettere un freno alla prostituzione riducendo il problema ad una mera questione di sicurezza stradale e offesa del senso del pudore, emanando un'ordinanza che prevede multe fino a 500 euro a chi viene trovato a fermare la propria autovettura per comprare prestazioni sessuali e prevede multe per chi, le prostitute, veste con abiti indecorosi - commentano -. Anzitutto ci chiediamo qual è l'entità del fenomeno nella nostra città, visto che non sono stati forniti dati e, ad occhio, non sembra molto esteso. Questo provvedimento ci pare una forzatura dell'amministrazione comunale, che ha fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia, andando a emettere provvedimenti in materia, là dove i problemi sono minimali, senza affrontare invece quelli reali e o più complessi».

«La tratta delle donne non può essere affrontata come un problema di ordine pubblico, perché è un problema di ordine sociale - continuano Cattaneo ed Eynard -. L'apparente giro di vite, introdotto con il disegno di legge "Carfagna" e dai provvedimenti simili a quelli adottati nella nostra città , non tiene conto del fatto che le donne non potranno mai più scappare dalle organizzazioni criminali e continuare ad aiutare le Forze dell'Ordine nelle attività di indagine e di contrasto alla criminalità. L'unico risultato certo è quello di “spostare” il problema in un altro territorio».

Il Pd fa quindi una duplice proposta all'amministrazione comunale di Bergamo: «Pur ribadendo la nostra perplessità rispetto all'ordinanza in questione, perché non destinare le entrate delle sanzioni a clienti e prostitute a quelle associazioni che a Bergamo si adoperano quotidianamente con l'intento di dare una risposta concreta al problema della prostituzione? Infine, perché non dare vita ad un tavolo tra Comune, Provincia e associazioni che affronti il problema della lotta alla prostituzione in modo coordinato e con finanziamenti specificamente ad esso destinati, di cui le entrate derivanti dalle multe potrebbero essere solo una prima parte?». La palla passa ora al Comune.

fa.tinaglia

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