Giovedì 28 Aprile 2011

Sotto il treno alla «Trucca»
travolta per salvare i suoi cani

Non è ancora stata fissata la data dei funerali di Rita Artina, la 53enne del Villaggio degli Sposi che mercoledì mattina, alle 9.30, è stata travolta da un treno mentre attraversava il passaggio a livello della Trucca, in via Martin Luther King.

La vittima abitava nelle case Aler in via Galmozzi, al Villaggio degli sposi, distanti nemmeno 300 metri dal luogo dell'incidente. La donna si era trasferita da un anno, da quando il marito Giorgio Astori era morto. Prima i due abitavano in via Broseta a Loreto, nei pressi della Croce Rossa.

Come tutte le mattine, la signora era uscita con i due cagnolini. Era diretta dalla sorella Vanna, che abita vicino alla chiesa di Loreto e a cui doveva consegnare alcuni documenti della figlia Chiara. Si era lasciata alle spalle le case Aler ed era diretta verso via Carducci, camminando sul marciapiede dal lato del nuovo ospedale.

Al passaio a livello della Trucca, la signora Rita arrivava dal lato non protetto dalla barriera. Non si sa se fosse sopra pensiero o se abbia deciso di rischiare: fatto sta che ha attraversato. La 53enne ce l'avrebbe fatta: era infatti già oltre i binari mentre stava arrivando il treno. Non fosse che i suoi due yorkshire si sono fermati proprio tra le rotaie. Rita Artina, che aveva il guinzaglio avvolto lungo tutto l'avambraccio, s'è fermata per capire che cosa avessero gli animali e per indurli a muoversi.

Ma proprio in quel momento è sopraggiunto il treno 10734 delle 9,22, partito dalla stazione di Bergamo pochi minuti prima e diretto a Seregno, che viaggiava, stando alla prima ricostruzione, tra i 50 e i 70 chilometri orari. Il macchinista, vedendo donna e cani in mezzo al passaggio a livello, ha azionato il segnale acustico. La signora non è però riuscita a far scansare i propri cagnolini. Il convoglio li ha investiti in pieno, travolgendoli. Ma a questo punto il destino ha giocato un tremendo scherzo anche a Rita Artina. La donna non è riuscita a liberarsi del guinzaglio, che è stata la trappola attraverso cui è finita per essere risucchiata dal treno. Il laccio è infatti rimasto incastrato nel convoglio e la signora è stata trascinata verso il treno e ha sbattuto contro la fiancata destra del convoglio.

L'impatto è stato violentissimo: la 53enne è stata scaraventata a una trentina di metri. I corpi dei cani, seppur straziati, sono rimasti tra i binari, a pochi metri dal punto dov'erano stati travolti. Il treno, nonostante il macchinista avesse azionato il freno d'emergenza, s'è fermato dopo circa 200 metri.

La salma di Rita Artina è stata composta nella camera mortuaria del cimitero. Della tragedia è stata avvertita l'unica figlia, Chiara, sposata e residente a Stezzano.

Rita Artina, casalinga, e il marito erano conosciuti nel quartiere di Loreto. L'uomo che aveva lavorato come accordatore di pianoforti al conservatorio di Bergamo, era anche un apprezzato organista che per decenni aveva suonato in diverse chiese, tra cui Madonna del Bosco, Sant'Alessandro, San Giuseppe al Villaggio degli Sposi, Gromlongo, Serina.

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a.ceresoli

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