Venerdì 06 Maggio 2011

Dalmine, operaio morì per l'amianto
Il titolare dell'azienda è stato assolto

Era stato mandato a giudizio per omicidio colposo in relazione alla morte per mesotelioma pleurico di un suo dipendente: giovedì mattina 5 maggio A. R., 87 anni di Bergamo, titolare della ditta da cui dipendeva l'operaio, difeso dall'avvocato Corrado Benigni, è stato assolto dall'accusa per non aver commesso il fatto.

A emettere la sentenza, al termine di una complessa istruttoria dibattimentale, il giudice Ilaria Sanesi. La vicenda prende avvio a novembre del 2007, quando Giulio Defendi, operaio di una ditta di impianti elettrici, muore per mesotelioma pleurico, dovuto all'esposizione all'amianto: la sua ditta infatti aveva operato anni addietro all'interno del reparto di Sabbio della Dalmine, dove era stata poi registrata la presenza di amianto, e la prolungata esposizione aveva provocato prima la malattia e poi la morte.

Da qui era partita l'inchiesta della Procura di Bergamo per omicidio colposo, al termine della quale l'allora pubblico ministero Anna Ponsero aveva concluso che responsabile dell'esposizione all'amianto senza le dovute precauzioni e quindi anche della successiva morte, era A. R., oggi ottantasettenne, indicandolo come legale rappresentante dell'azienda, di cui invece era titolare.

Giulio Defendi, quindi, si era ammalato essendosi esposto senza adeguata protezione all'amianto mentre si occupava di manutenzione elettrica, e A. R. era stato indagato anche perché la legge prevede che il legale rappresentante di ogni azienda, quando è anche responsabile della sicurezza dei propri lavoratori, è tenuto a informarsi e a tutelare la salute dei dipendenti anche se prestano servizio all'esterno della ditta.

Diversa l'opinione del difensore, che a processo ha obiettato sotto un profilo che A. R. non era legale rappresentante e, sotto altro punto di vista, non poteva lui sostituirsi ai responsabili per la sicurezza all'interno di una ditta non sua, la Dalmine appunto. Il giudice, valutato quanto emerso, ha accolto la richiesta assolutoria della difesa.

m.sanfilippo

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