Mercoledì 25 Maggio 2011

Amboni (Cgil): «C'è integrazione
ma resta ancora molto da fare»

«I dati presentati nel rapporto confermano l'alto tasso di integrazione degli immigrati nel mercato del lavoro della provincia di Bergamo: tra i maschi il 25% è occupato come operaio nell'industria, il 20% come edile, il 10% nel terziario. Tra le donne, il 18% è occupato nel settore della ristorazione, il 14% nelle imprese di pulizia, il 12% nell'assistenza domiciliare». Così Orazio Amboni, del Dipartimento Welfare Cgil Bergamo.

«Secondo la rilevazione della Provincia (realizzata in collaborazione con la Fondazione ISMU e l'Università Milano Bicocca) - prosegue Amboni - dei 137mila immigrati che vivono nella nostra provincia, non più del 10% può essere classificato come “irregolare”. Un dato questo che smentisce le campagne allarmistiche che presentano l'immigrazione come un problema di ordine pubblico. Piuttosto, e il rapporto lo conferma, a fianco di una elevata integrazione lavorativa, resta ancora molto da fare sul terreno della piena integrazione sociale nel territorio (casa, istruzione, salute, diritti di cittadinanza)».

«L'indice di integrazione, infatti, risulta inferiore alla media regionale (0,540 contro la media di 0,562) e, quel che è più grave, mentre in Lombardia il grado di integrazione migliora (+0,012 rispetto all'anno precedente), in provincia di Bergamo registra un notevole calo (-0,028). Se il rapporto avesse tenuto conto anche delle dinamiche innescate dalla crisi economica - conclude Amboni -, è probabile che il dato sarebbe risultato maggiormente negativo. Resta ancora quindi molto da fare per assicurare una vita dignitosa a chi contribuisce in modo così rilevante allo sviluppo economico e al benessere della nostra provincia».

a.ceresoli

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