Farmaci, il Pd: «Manipolazione:
il merito è di una nostra mozione»

«Una incredibile manipolazione, grave che sia stata fatta da un organo di informazione della Giunta regionale». Così Maurizio Martina e Sara Valmaggi, del Pd, commentano la nota con cui l'agenzia d'informazione della Regione, attribuisce all'assessore Bresciani la copertura del costo dei farmaci generici ora a carico dei cittadini per effetto di una decisione dell'Aifa, l'agenzia nazionale che ha competenza sui farmaci.

«Bresciani - spiegano dal Pd - ha dovuto semmai prendere atto di una mozione presentata dal Partito Democratico, non la prima in materia, che chiedeva di coprire la spesa a carico dei cittadini, come già fatto fino al 30 maggio per un mese e come la Toscana fa Dal 15 aprile in modo stabile. Alla nostra mozione la maggioranza, dopo averci chiesto di ritirarla, si è limitata ad apportare un emendamento che confina l'estensione della copertura da quando entrerà in vigore fino a fine agosto. Solo la nostra determinazione ha consentito che si ottenesse un risultato importante, anche se la nostra richiesta era che la copertura fosse sine die come ha fatto la Regione Toscana: si tratta comunque di un aiuto ai cittadini in vista di probabili altri balzelli sulle spese mediche. Ora aspettiamo immediatamente la delibera di Giunta per colmare questo gap almeno temporaneamente».

Il Pd spiega anche l'antefatto
L'Aifa da aprile ha infatti abbassato la soglia del rimborso dei medicinali equivalenti ma la maggior parte delle aziende farmaceutiche non si è allineata. La Lombardia, anche se con un certo ritardo, ci ha messo la differenza per 1 mese, ora però dal 1 giugno la delibera è scaduta e i cittadini si trovano nella stessa situazione di difficoltà di questa primavera. Alcune aziende hanno equiparato il costo di vendita ma non tutte. Ad oggi dunque i lombardi, che già pagano ticket più che significativi, devono ancora pagare questa differenza. Si tratta di farmaci che intervengono anche su malattie importanti: terapie ormonali per prevenire la recidiva del carcinoma mammario ad esempio che, dal 15 aprile, costano al paziente 5,80 euro in più alla confezione.

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