L'Asl replica agli ambientalisti
Inquinanti: lo scontro continua

C'è da uscire pazzi a star dietro alla mole di dati sfornati dalle Asl di Bergamo e di Brescia negli ultimi anni relativi allo stato di salute delle acque del Sebino, ma anche i bambini dell'asilo capiscono che da uno a mille c'è una bella differenza. Ed è quella che corre tra le analisi effettuate dall'Asl e quelle di Legambiente: per gli ambientalisti l'inquinamento del Sebino ha un ordine di grandezza pari a mille; per l'Asl inferiore a uno.

Solo per le diciassette località bergamasche controllate, i tecnici dell'ufficio di sanità pubblica di Trescore raccolgono i campioni una volta al mese tra settembre e maggio e una volta ogni quindici giorni nel periodo estivo. Così è da vent'anni a questa parte. Da qui bisogna partire per cercare di districare la matassa che sempre si aggroviglia dopo il passaggio della Goletta dei laghi di Legambiente, secondo cui il Sebino è ancora molto inquinato specialmente alla foce dei fiumi (l'Oglio e il Borlezza) e dei torrenti che scendono dalle valli laterali.
Ma l'Asl non ci sta a passare per un ente che non controlla, o che controlla meno bene di Legambiente, il lago. Anzi.

Con un comunicato stampa, per la prima volta quest'anno l'azienda sanitaria bergamasca ha deciso di rispondere a Legambiente, rivendicando innanzitutto (ma questo gli ambientalisti non lo hanno mai messo in discussione) «che il giudizio sulla qualità delle acque di balneazione viene espresso dalle autorità istituzionali competenti». Un modo elegante per dire che la Goletta non dovrebbe sollevare tanto clamore per un tema che non è di sua competenza. Poi l'Asl evidenzia che le località controllate sono quelle individuate con le amministrazioni comunali come normalmente frequentate dai bagnanti e i punti di prelievo sono individuati e codificati mediante coordinate geografiche. Traduzione: è inutile che andiamo a controllare la foce dell'Oglio, perché lì il bagno non lo fa nessuno, tanto più che chi abita in zona sa benissimo che lì arriva lo scarico del depuratore di Costa Volpino.

Poi la specifica: «Le analisi sono svolte presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell'Asl della provincia di Bergamo accreditato». Ma la parte più incisiva del comunicato riguarda la presenza nel lago degli escherichia coli e degli enterococchi intestinali. L'Asl afferma di aver raccolto i campioni d'acqua alla foce del Borlezza il 29 giugno, un giorno prima della Goletta. Legambiente dice di aver trovato enterococchi intestinali in quantità superiore alle mille Unità formanti colonia (Ufc) per cento millilitri d'acqua, ed escherichia coli superiore alle 2.000 Ufc per 100 millilitri. Ebbene all'Asl ne risultano meno di una unità. Una differenza inconciliabile.

«Nel ribadire che il lago è balneabile e monitorato in continuo, per garantire la sicurezza ai bagnanti, non si nasconde il problema degli scarichi fognari negli immissari. Come organo tecnico pubblico di controllo siamo sempre disponibili a una fattiva collaborazione con tutti gli attori della prevenzione e controllo per garantire ai cittadini la sicurezza sanitaria e ambientale».

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