Giovedì 14 Luglio 2011

Città Alta, le vecchie botteghe
col fiato corto: affitti troppo alti

Se ne va il tappezziere Carrara. Non chiude ma trasloca. In via Rocca, a poche centinaia di metri dall'attuale e storica collocazione nella Corsarola. Non sarà però la stessa cosa. E non è solo questione di amarcord. Di un altro pezzo di Città Alta che sfuma o meglio si sbiadisce nel suo nuovo assetto.

L'episodio è emblematico anche sul piano socioeconomico, l'ennesima triste conferma delle difficoltà in cui versa il commercio tradizionale e di vicinato nel centro storico. Un'agonia lenta, ma inesorabile che negli ultimi tempi sembra essersi pure acuita. Per l'ulteriore conferma bastano pochi passi.

Quasi dirimpetto alla bottega dei Carrara, ecco infatti la seconda impasse: dopo la scomparsa del titolare Claudio Finardi, la «Casa del pantalone», altra pietra miliare del commercio nel centro storico, ha (temporaneamente) chiuso i battenti. Dovrebbe riaprirli entro qualche settimana con una nuova gestione e la formula di sempre.

«Purtroppo - conferma Giuseppe Carrara, storico titolare del laboratorio di tappezzeria affacciato sulla Corsarola, oggi gestito assieme al figlio Paolo - si tratta di un trend difficile da contrastare. Gli affitti sono alti e nel caso di attività a conduzione familiare o artigianali come la nostra sono quasi impossibili da sostenere».

Da tempo i cosiddetti negozi di prossimità in Città Alta si trovano a confrontarsi, in una sorta di cannibalismo commerciale, con le attività più legate al turismo e, ultima novità, anche con i grandi gruppi imprenditoriali. In arrivo, proprio a due passi da Piazza Vecchia, c'è infatti Kiko, marchio del gruppo Percassi specializzato in cosmesi e, al di là delle considerazioni sulla nuova apertura, si tratta dell'ennesimo segnale di un passaggio delicato per il centro storico e per il suo equilibrio socioeconomico.

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m.sanfilippo

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