Cinghiali: l'agricoltura perde
50 mila euro in sei mesi

Cresce la presenza dei cinghiali nella Bergamasca e aumentano anche i danni provocati da questi animali all'agricoltura: nel 2010 la Provincia di Bergamo, infatti, ha stimato che circa 1.500 esemplari hanno causato 83 mila euro di danni al territorio.

Cresce la presenza dei cinghiali nella Bergamasca e aumentano anche i danni provocati da questi animali all'agricoltura: nel 2010 la Provincia di Bergamo, infatti, ha stimato che circa 1.500 esemplari hanno causato 83 mila euro di danni al territorio.

È il bilancio reso noto da Giancarlo Bosio, dirigente provinciale del settore Caccia, in occasione della fine del corso di formazione per cacciatori qualificati alla caccia collettiva a squadre, che si è concluso sabato in località Cava la Pira, a Grone.

L'iniziativa fa parte del piano provinciale di contenimento dei cinghiali, varato nei mesi scorsi, che punta a ridurre la presenza di questi animali in provincia. «L'obiettivo di questo progetto straordinario della Provincia è quello di ridurre i danni provocati dai cinghiali all'agricoltura - ha spiegato Bosio -: i risultati si faranno sentire, ma non da subito. Infatti, nel primo semestre del 2011 abbiamo già superato i 50 mila euro di danni, a fronte dei 37 mila dell'anno scorso nello stesso periodo».

Esemplari di cinghiale si possono trovare non solo nella zona della Val Calepio e della Val Cavallina, ma anche in altre zone del territorio. «Prima il cinghiale era localizzato tra Carobbio, Gandosso, Zandobbio e Trescore, adesso abbiamo iniziato ad intervenire anche nel Parco dei Colli, nella riserva naturale della Valle del Giongo e sul monte Farno (tra la Val Gandino e la Val Seriana). Inoltre, autorizzeremo una squadra di cacciatori anche nella bassa Val Brembana e in Val Imagna. Si registra una presenza considerevole di cinghiali anche in quella zona».

Per ridurre gli esemplari di cinghiale, la Provincia vuole tra l'altro raddoppiare il numero dei cacciatori, che lo scorso anno erano 283. Il corso di formazione, a cui hanno partecipato 350 aspiranti cacciatori provenienti da tutta la Bergamasca, si è concluso nei giorni scorsi. Dei 350 aspiranti cacciatori che hanno seguito il percorso di formazione solamente il 10% non è stato definito idoneo alla fine del corso.

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