Martedì 27 Settembre 2011

Gorle: stile a quattro zampe
In passerella più di 1.200 cani

La «crème de la crème» degli allevatori italiani e stranieri si è ritrovata nella Bergamasca, per partecipare all'Esposizione internazionale canina, durante lo scorso fine settimana al centro sportivo di Gorle. Più di 1.200 cani, rappresentativi di 200 razze, hanno calcato la passerella per vincere i vari campionati che, è giusto specificare, non rappresentano solo una velleità narcisistica, ma premiano il lavoro certosino dell'allevatore verso un miglioramento psicofisico dei cani, che non conosce battute d'arresto.

Tanti i bergamaschi presenti in veste di allevatori con razze particolari: uno su tutti Domenico Tricomi, che insieme alla socia Janet Moore, inglese d'origine, ma bergamasca d'adozione, studia e alleva con passione il Cirneco dell'Etna, una razza antichissima che ricorda una statua egiziana e le cui origini risalgono addirittura al 1.000 a.C.

«È un cane adatto ad ogni situazione - racconta - intelligente, altero, resistente, docile ai comandi e affezionato al padrone; è principalmente un cane da caccia, ma anche un eccellente cane da guardia e da compagnia. E se a qualcuno viene voglia di saperne di più, può venire a trovarmi al mio allevamento Hadranensis alle porte della città».

Instancabili i 22 giudici che nelle due giornate hanno valutato i soggetti in gara, seguiti con interesse dal pubblico, che ha aspettato paziente di scoprire i risultati. Tra i giudici presenti, il bergamasco Franco Ferrari, uno dei più stimati e conosciuti in Italia che rivela: «Sicuramente due bellissime giornate all'insegna della professionalità. Il nostro compito è valutare secondo gli standard esistenti e la gente sta cominciando a capire che non giudichiamo un concetto di bellezza astratta, ma legata invece agli aspetti morfologici del cane, che sono funzionali per uno scopo preciso: il cane tipo levriero deve avere una corporatura snella per essere veloce o il cane da compagnia un carattere socievole o un manto piacevole al tatto. E mi viene sempre da sorridere quando qualche visitatore si chiede come quel cane possa aver vinto, perché era molto meglio quell'altro».

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m.sanfilippo

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