Sabato 08 Ottobre 2011

Legambiente e comitati in piazza:
l'aeroporto inquina l'intera città

Circa 500 persone, tra Legambiente, i vari comitati e diversi rappresentanti delle forze politiche d'opposizione, si sono coalizzati sabato 8 ottobre per una manifestazione di protesta: l'obiettivo è la riduzione dell'impatto ambientale di Orio per un aeroporto a misura di territorio.

Al via alle 16,30 dalla Malpensata, il corteo, con striscioni e un altoparlante su un camion che riproduceva a intervalli di tre minuti il rumore di un aereo, è transitato in centro, ha superato le vie don Bosco, Bonomelli e Papa Giovanni XXIII puntando su Palafrizzoni e sulla sede della Provincia.

A fianco di Legambiente il comitato aeroportuale di Bergamo (Colognola Campagnola e Malpensata), il Comitato di Cassinone, rappresentante di Bagnatica e Seriate, e i Comitati di Azzano, Orio al Serio, Stezzano, Lovate e Grassobbio.

Numerosi gli striscioni di protesta e perlomeno gli abitanti che gravitano nell'area dell'aeroporto non hanno perso ancora del tutto il buonumore e il senso dell'umorismo, almeno a leggere un paio di scritte, tipo: «Low cost in chel post» e «Voi volate 3 metri sopra il cielo, noi voliamo 3 metri sotto terra».

Al di là delle battute, il motivo conduttore è uno solo ed è anche il titolo del volantino distribuito dai manifestanti: «Orio a misura di territorio!». Con i sottotitoli: «Chiediamo che le istituzioni si comportino da controllori, NON DA AZIONISTI!», «Chiediamo che lo sviluppo viaggi insieme alla salute, NON CONTRO!, «Chiediamo "SOLO" che si rispettino le norme vigenti!!!».

Ecco il testo del volantino: «I bergamaschi sanno tutta la verità? Non si tratta solo del rumore! Orio al Serio inquina l'intera città! L'inquinamento atmosferico causato dall'aeroporto interessa tutta la città, non solo alcuni quartieri e paesi vicini. A detta di esperti, in base alle condizioni meteorologiche, il gioco dei venti fa sì che l'aria ricca di inquinanti venga sospinta verso la zona collinare che, agendo da ostacolo naturale, la fa ricadere su Bergamo (incluso il centro città, ovviamente)».

«Bergamo ha circa 120 mila abitanti, eppure il suo aeroporto (con pista distante appena 3 mila metri da Porta Nuova) è il terzo d'Italia per traffico merci e il quarto per movimento passeggeri. È un successo o è un pericolo?».

«Un aereo 747 in decollo inquina quanto 2 mila auto. A Orio al Serio, nel 2009, sono stati effettuati 65.314 voli diurni e notturni (decolli ed atterraggi). A Orio al Serio, dal 2003 a oggi, l'incremento dei voli è avvenuto in violazione della legge in quanto non sono state osservate le prescrizioni indicate nella V.I.A. (Valutazione impatto ambientale). E Bergamo è ai primi posti in Italia per numero di tumori».

«Gli obiettivi - È necessario guardare meno al profitto, frenare lo sviluppo di Orio al Serio, ridisegnare la sua dimensione in armonia con le norme di legge, scritte proprio per rendere compatibili gli aeroporti con la tutela e la vivibilità del territorio in cui sono inseriti».

«La qualità di vita si deve tutelate! Limitare il profitto è una scelta morale!».

Nei giorni scorsi si è infiammato il dibattito. Dario Balotta di Legambiente Lombardia era stato fortemente critico: «L'aeroporto sta collassando - aveva sottolineato Balotta - con 220 voli giornalieri, non può gestire contemporaneamente voli low cost, charter, il cargo notturno e adesso anche i voli business per l'Hub intercontinentale di Francoforte. Ciò è anche in contrasto con le specializzazioni degli scali indicate nel piano degli aeroporti dal Ministero dei trasporti».

«Stretto dalle case in periferia di Bergamo per lo scalo orobico c'è bisogno di fare delle scelte di sostenibilità. La prima - aveva insistito Balotta - è quella di trasferire i voli cargo a Montichiari (cancellando quelli notturni) e la seconda di dotarsi di una valutazione ambientale strategica per mettere un freno a questo sviluppo caotico incompatibile con il territorio e con la salute dei cittadini dell'intorno aeroportuale».

Alla vigilia della manifestazione su Orio al Serio, erano arrivate rassicurazioni sul futuro dello scalo da parte del Pdl. Il vicecoordinatore Pietro Macconi aveva parlato di «cifre consistenti in arrivo per la mitigazione ambientale», mentre il vicesindaco Gianfranco Ceci si era sbilanciato su: «possibili accordi con Verona per ridistribuire i flussi».

Perlomeno, sembra che la regolamentazione della crescente attività di Orio al Serio sia diventato effettivamente un problema scottante da risolvere.

m.sanfilippo

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