Giovedì 01 Dicembre 2011

«Il giornalismo e il valore della parola»
Bergamo ricorda monsignor Spada

Ci sono diversi modi per ricordare una persona che non è più tra noi, ha detto monsignor Davide Pelucchi, vicario generale della diocesi, commemorando monsignor Andrea Spada nel settimo anniversario della morte: «Per noi cristiani il modo migliore è consegnare il nostro caro a Colui che nessuno dimentica». E monsignor Spada è stato ricordato giovedì 1° dicembre con la Messa e la preghiera nella chiesa di Santa Maria delle Grazie davanti ai nipoti Mafalda Spolti e Franco Mai, alle autorità (c'erano il sindaco Franco Tentorio a rappresentare la città e l'assessore Pietro Romanò per la Provincia) alle persone che hanno lavorato con lui e a quelle che lo hanno conosciuto o che magari di lui hanno sentito parlare. Monsignor Pelucchi ha portato il saluto del vescovo Francesco, ha concelebrato con i sacerdoti legati a L'Eco di Bergamo e alla vita di don Spada.

Nell'omelia monsignor Pelucchi ha sottolineato il legame fra la Parola evangelica, la Parola di Dio e la parola della nostra comunicazione, fondamentale per gli uomini e in particolare per i giornalisti. Ha detto monsignor Davide: «Ci sono parole che se messe in pratica salvano, danno la vita, e ci sono parole che la fanno naufragare... Quando nel 1938 don Spada divenne direttore de L'Eco di Bergamo non scrisse niente, non promise niente...». Dopo dieci giorni il giovane direttore scrisse: «Il giornale entra discreto e paziente in ogni casa, ci viene accanto nelle ore preziose della solitudine, parla senza disturbare, sa anche stare zitto e attende giorni e giorni per dirci una buona parola». Proprio perché le parole sono essenziali alla vita umana, non vanno gettate al vento. Monsignor Pelucchi lo ha ribadito affermando che «il dirsi è sempre un darsi». La parola degli uomini, la Parola di Dio. Il darsi di Gesù.

Il direttore dell'Eco, Giorgio Gandola, ha ringraziato i presenti, ha richiamato la capanna di Natale de L'Eco, voluta da don Spada sessant'anni fa, nel cuore della città: «Per noi quella capanna è un messaggio, è un programma editoriale: la realtà non va guardata soltanto con gli occhi, ma con il cuore».

fa.tinaglia

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