Riaperto il cantiere a Cassano
Ancora 8 km sotto sequestro

Il presidente di Brebemi, Francesco Bettoni, ribadisce che la sospensione dell'attività ha comportato danni di immagine ed economici. Il primo è stato compensato dal prosieguo dei lavori, il secondo attende una trattazione destinata a tempi non certi.

Il presidente di Brebemi spa, Francesco Bettoni, è fermo nel ribadire che la sospensione dell'attività ha comportato un notevole danno di immagine ed economico. Se il primo è stato in parte compensato dal prosieguo dei lavori con l'obiettivo di ultimare dell'opera nel maggio 2013, il secondo, di tre milioni di euro, attende una trattazione forse destinata a tempi non certi.

Sabino Del Balzo, direttore del Consorzio Bbm evidenzia però un altro aspetto prioritario: «Quello legato al dissequestro dei cantieri su 26 dei 34 chilometri del tracciato – spiega – perché ciò vuol dire una significativa ripresa dei lavori e la continua occupazione di mille lavoratori».

Il calcolo del danno economico è stato fatto sulle spese improduttivamente sostenute: «Quei duecentomila euro giornalieri sono in pratica quanto il Consorzio Bbm ha dovuto versare per svariati costi fissi generali, come l'allestimento dei cantieri, il personale addetto alla sicurezza e altro ancora. Saranno a nostro carico nonostante l'attività sia rimasta bloccata». «A questi dobbiamo aggiungere quelli maturati da attività portate avanti dalle imprese affidatarie».

Duecentomila euro in media al giorno, che moltiplicati per le ore lavorative di chiusura dei cantieri porta a tre milioni la perdita economica, per ora, sapendo che rimangono sotto sequestro ancora 8 chilometri di cantiere. Una somma che attende di essere recuperata dal Consorzio Bbm: «Qualora risultasse dalle analisi disposte dalla magistratura che la società Locatelli ha fornito gli inerti non conformi per creare la base del tracciato autostradale – dice il direttore di Bbm – allora ci rivarremo nei suoi confronti. Ora però non possiamo sbilanciarci quindi aspettiamo che la magistratura disponga l'incidente probatorio e la nomina dei periti il 10 gennaio».

C'è anche la questione legata all'eventuale bonifica: «Solo con i risultati definitivi delle analisi potremo agire di conseguenza. A quel punto, sempre che venga ravvisata la non conformità degli inerti esistenti sul tracciato, dovremo stabilire se la bonifica sarà a nostro carico, con rivalsa per i costi sulla ditta indagata, oppure a spesa della medesima impresa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA