Lunedì 13 Febbraio 2012

Astino, sostenibile e a km zero
Terre ai giovani e agricoltura bio

Il complesso di Astino rinascerà in chiave verde, sostenibile e a Kilometro zero. Durante un sopralluogo al cantiere i vertici della Fondazione Mia e della Società Val D'Astino, rappresentanti di Regione Lombardia e del Comune di Bergamo hanno presentato alcune novità rispetto al progetto di recupero.

“Parte dei terreni intorno al monastero saranno dati in affitto a giovani imprenditori agricoli, che potranno coltivare frutta e verdura esclusivamente secondo metodo biologico - spiega il presidente della Società Val D'Astino Federico Friedel Elzi -. Ci sarà una forte collaborazione con Slow Food per riportare l'agricoltura su questi colli, che una volta erano interamente coltivati. Abbiamo già ripristinato un frutteto e degli olivi. C'è chi ha espresso interesse per un antico vigneto”.

Tra le novità annunciate la realizzazione di una trattoria dove mangiare prodotti del territorio a basso costo: “Oltre ad uno spazio dedicato alla ristorazione di alto livello – spiega il presidente Elzi – ci sarà uno spazio, individuato nelle antiche cantine, dove le famiglie potranno mangiare con pochi euro dei piatti a chilometro zero. Riprenderemo così la tradizione delle frasche, che una volta erano diffuse sui nostri colli”.

E sempre seguendo il fil rouge dell'agricoltura biologica e della valorizzazione del territorio che si sviluppa tutt'intorno al complesso di Astino, il Comune di Bergamo sta sviluppando un progetto per Expo 2015: “Nei terreni intorno al monastero ci saranno delle coltivazioni – spiega l'assessore all'Urbanistica Andrea Pezzotta -. Un ruolo importante sarà ricoperto dall'Orto Botanico “Rota” che si insedierà anche in questo contesto”. Soddisfazione dagli assessori regionali Belotti e Raimondi che hanno espresso dei commenti positivi sull'andamento dei lavori e sul futuro del complesso.

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e.roncalli

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