Nel verbale secretato di Locatelli
gli intrecci tra affari e politica?

Presunti intrecci tra affari e politica a Bergamo. Sarebbe questo l'oggetto dell'interrogatorio «top secret» reso da Pierluca Locatelli mercoledì in procura. Dal palazzo di giustizia di piazza Dante la circostanza del colloquio con i magistrati viene negata.

Presunti intrecci tra affari e politica a Bergamo. Sarebbe questo l'oggetto dell'interrogatorio «top secret» reso da Pierluca Locatelli mercoledì in procura. Dal palazzo di giustizia di piazza Dante la circostanza del colloquio con i magistrati viene negata.

Ma fonti attendibili confermano che l'imprenditore di Grumello del Monte è stato sentito da un sostituto procuratore per circa tre ore e che il verbale dell'interrogatorio è stato secretato.

Il colloquio sarebbe gravitato attorno al tema di ipotetici intrecci affari-politica in chiave bergamasca. Rapporti su cui, ragionevolmente, un imprenditore del calibro di Locatelli potrebbe aiutare gli inquirenti a indagare.

C'è un altro episodio che sarebbe legato alle attività di Pierluca Locatelli. Un accesso della Guardia di Finanza alla Fondazione Maddalena di Canossa, in via Santa Lucia a Bergamo, dove l'impresa Locatelli in passato ha eseguito alcuni lavori. I militari avrebbero cercato alcune fatture riguardanti proprio i lavori condotti dalla Locatelli nell'edificio di via Santa Lucia. Probabilmente non si tratta di una verifica isolata, ma di uno dei vari approfondimenti compiuti da chi indaga sulle numerose attività svolte nel corso degli anni dal gruppo Locatelli in città e provincia.

Dalla Fondazione Maddalena di Canossa, il presidente Lino Bussei precisa: «Nei giorni scorsi c'è stata una visita della Guardia di Finanza presso la Fondazione Maddalena di Canossa e non alla cooperativa Imiberg che gestisce la scuola, come impropriamente riportato da un organo di stampa. Si è trattato di un riscontro di risultanze contabili avente a oggetto una serie di interventi infrastrutturali effettuati sull'edificio di via Santa Lucia, di proprietà degli Istituti educativi e dato in affitto alla Fondazione Maddalena di Canossa. Si è trattato di una normale richiesta di documenti – sostiene Bussei – che la Fondazione ha prontamente fornito. Non c'è stato alcun sequestro di documenti. L'interesse principale verteva su alcuni lavori di ristrutturazione, effettuati da diverse aziende, dei quali sono presenti le evidenze fiscali agli atti della Fondazione».

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