Oriani (Pdl) sui comuni virtuosi
«L'unica è infrangere le regole»

Il Pdl di Via Tasso: «Paradosso comuni virtuosi, l'unica via per fare è infrangere le regole» Ordine del giorno urgente per la seduta di oggi su Patto di Stabilità, Imu e tesoreria unica. Oriani: «A repentaglio lo svolgimento stesso dei compiti costituzionalmente assegnati».

Il Pdl di Via Tasso: «Paradosso comuni virtuosi, l'unica via per fare è infrangere le regole» Ordine del giorno urgente per la seduta di mercoledì 21 marzo su Patto di Stabilità, Imu e tesoreria unica. Oriani: «A repentaglio lo svolgimento stesso dei compiti costituzionalmente loro assegnati».

«Oggi per rispettare gli impegni coi cittadini l'unica via rimasta ai Comuni virtuosi è non rispettare le regole: questo è un paradosso inaccettabile, il Governo deve tornare sui propri passi». A dirlo è il consigliere provinciale Matteo Oriani, a commento dell'ordine del giorno presentato dal gruppo del Popolo della Libertà di via Tasso su Patto di Stabilità, Imu e tesoreria unica che dovrebbe essere discusso nella seduta di oggi del Consiglio Provinciale.

«I Comuni virtuosi, fra cui va annoverata la quasi totalità di quelli bergamaschi, non possono spendere i propri soldi per garantire servizi ed opere necessarie ai propri cittadini - prosegue Oriani -. Al contrario, nel nostro Paese ci sono Comuni, Province, Regioni, Asl con bilanci disastrati e che si stanno impegnando ben poco a correggere i propri conti».

«Molti amministratori, vista la situazione, non ci stanno più a passare per fessi, siamo arrivati al punto che numerosi sindaci, alcuni anche nella nostra Provincia, stanno valutando l'opportunità di sforare deliberatamente il Patto di Stabilità preferendo incorrere nelle sanzioni piuttosto che chiudere o ridurre i servizi o non realizzare opere. E si tratta di servizi e opere spesso indispensabili, non certo di spot elettorali».

A rischio però non ci sono solo manutenzioni delle scuole, asfaltature e servizi sociali, ma gli stessi cardini su cui è costruito l'impianto istituzionale dell'Italia: «La Costituzione - spiega Oriani - impone l'esercizio del principio di leale collaborazione istituzionale e di concertazione paritaria tra soggetti che costituiscono la Repubblica, soprattutto sulle scelte che riguardano i fondamentali assetti ordinamentali e finanziari di ognuno di essi».

«Il Governo ha trascurato di porre in essere un serio e adeguato confronto con la autonomie territoriali sui contenuti delle ultime manovre finanziarie, in violazione del principio costituzionale di pari dignità istituzionale, quindi obbligando le rappresentanze delle istituzioni locali ad una continua rincorsa di scelte statali che le riguardano, peraltro errate ed inidonee alla ripresa dello sviluppo del nostro Paese».

Il risultato è la mannaia che si è abbattuta sugli Enti locali: «Un considerevole peso finanziario è stato posto a carico dei Comuni, i quali (a causa delle manovre precedenti) hanno già contribuito al risanamento delle finanze pubbliche per almeno 7 miliardi e oggi sono chiamati a contribuire ulteriormente per 1,45 miliardi».

E nonostante i Comuni italiani abbiano dimostrato di essere uno dei comparti più virtuosi relativamente alla gestione della finanza pubblica e rappresentino l'unica garanzia per l'erogazione di servizi fondamentali alle rispettive comunità, «il Governo - sottolinea Oriani - ha adottato nei loro confronti provvedimenti fortemente lesivi delle loro prerogative e tali da mettere a repentaglio lo svolgimento stesso dei compiti costituzionalmente loro assegnati».

Fra i provvedimenti incriminati, l'introduzione anticipata dell'Imu, che da tassa federale è diventata uno strumento per rendere i sindaci dei veri e propri «gabellieri» dello Stato: «È inaccettabile, si tratta di un'imposta statale, non municipale, e obbliga i sindaci a "mettere la faccia" su una tassa che non porterà loro maggiori introiti e che i cittadini non potranno vedere tradotta in migliori servizi».

Ma a sedere sul banco degli imputati ci sono anche le norme sulla Tesoreria Unica e l'inasprimento del Patto di Stabilità. Per questo, l'ordine del giorno presentato dal Popolo della Libertà chiede al presidente della Provincia e alla Giunta di farsi portavoce presso il Governo e i parlamentari orobici delle difficoltà dei Comuni bergamaschi «affinché vengano riviste le disposizioni in materia di Tesoreria unica e affinché venga aperta una fattiva e costruttiva discussione in merito ad una seria revisione del Patto di stabilità interno».

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