Dossier ospedale, i sindacati:
«Arretrati da gennaio, Dec paghi»

Nuovo ospedale, non solo infiltrazioni d'acqua o polemiche sui costi: al cantiere della Trucca per il «Papa Giovanni XXIII» ci sono anche questioni legate a manodopera non pagata o pagata in ritardo e ditte fallite.

Nuovo ospedale, non solo infiltrazioni d'acqua o polemiche sui costi: al cantiere della Trucca per il «Papa Giovanni XXIII» ci sono anche questioni legate a manodopera non pagata o pagata in ritardo e ditte fallite. Questioni sulle quali, per quanto riguarda diversi casi di maestranze senza stipendi più volte sono intervenuti i sindacati, e non tutte sono risolte, come dimostra l'incontro che si tiene oggi al cantiere del nuovo ospedale; mentre per le diverse situazioni di ditte in difficoltà economiche gli iter giudiziari, almeno in sede civile e di diritto fallimentare, si possono facilmente ipotizzare.

L'ultimo caso di proteste di maestranze, alle dipendenze Dec, che non avevano ricevuto gli stipendi è emerso a febbraio 2012: una quindicina di operai (ma pare ci fossero problemi anche per alcuni lavoratori amministrativi) avevano segnalato ai sindacati che aspettavano ancora le spettanze da dicembre 2011 in avanti.

A marzo sembrava avviato un percorso risolutivo: erano arrivati i bonifici delle mensilità di dicembre. E in quella circostanza era emerso che la Dec spa di Bari, capofila dell'appalto per la costruzione del nuovo ospedale, aveva problemi di liquidità: proprio in quel periodo la Dec era nella bufera giudiziaria, al centro di un'inchiesta su appalti pubblici affidata al gruppo dei costruttori, con due dei fratelli comproprietari dell'azienda, Daniele e Gerardo Degennaro, agli arresti domiciliari e un terzo, Vito, che in questi anni ha seguito il cantiere del nuovo ospedale alla Trucca, indagato in qualità di amministratore unico.

Intanto, il percorso risolutivo sugli stipendi non si è concluso. «Dopo le spettanze di dicembre non è arrivato altro - sottolinea Luciana Fratus, Fillea Cgil di Bergamo -. Mancano all'appello quelle di gennaio, febbraio e marzo, più il trattamento di fine rapporto per quei lavoratori con i quali la Dec aveva chiuso il contratto: l'impresa deve saldare, a questo punto».

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