Mercoledì 20 Giugno 2012

Il ciclista morto a Branzi:
rintracciata la famiglia adottiva

«Forse il destino ha voluto colpirlo in uno dei momenti che per lui erano più felici». Emanuele Cabrani, il ciclista 51enne milanese stroncato da un infarto sabato scorso a Branzi, ha ritrovato la sua famiglia, quella che lo ha accolto orfano da bambino e lo ha cresciuto.

Martedì mattina infatti, rintracciati con una azione congiunta del Comune e della locale stazione dei carabinieri, sono arrivati nel paese altobrembano i genitori affidatari Pio Oggioni e Lidia Gambirasio e i figli della coppia, Giacomo e Ambrogio.

Il malore risale a sabato verso mezzogiorno. Cabrani stava transitando nell'abitato di Branzi, impegnato in una delle sue innumerevoli escursioni ciclistiche montane, quando in località Ponte Redorta è stato colto da un infarto che non gli ha purtroppo lasciato scampo.

Immediatamente era scattata un'operazione tesa alla ricerca di un contatto con la famiglia che lo aveva cresciuto: lo si era trovato nella serata di lunedì, anche con l'aiuto di amici e colleghi di Emanuele.

Tutto su L'Eco di Bergamo del 20 giugno

r.clemente

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