Lunedì 25 Giugno 2012

La Scientifica scova a Pedrengo
le impronte dell'aggressore

L'uomo che, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, ha accoltellato i fratelli Marco ed Erika Bergamelli nella loro villetta di Pedrengo potrebbe avere le ore contate. Gli investigatori della Scientifica infatti hanno trovato numerose tracce dell'aggressore: oltre al cappellino con visiera che ha perso nella fuga, anche numerose impronte digitali.

«Si è appoggiato sugli antoni della portafinestra della camera da letto al primo piano - racconta l'avvocato della famiglia, Gianfranco Ceci -, sui vetri e ha lasciato anche un'impronta insanguinata sull'interruttore della cucina al piano terra, che ha premuto per accendere la luce e uscire dalla porta d'ingresso».

I rilievi nella villetta a schiera di via Mai sono stati lunghi e meticolosi: cominciati nella notte, sono proseguiti fino alle 17 di venerdì. «So che gli inquirenti se ne sono andati soddisfatti – precisa Ceci – probabilmente controllando le impronte all'Afis hanno visto che l'aggressore era già schedato e quindi è già stato identificato. La famiglia è ottimista, anche se è ancora sotto choc per l'accaduto. Siamo fiduciosi che le indagini portino presto a catturare il colpevole: le perquisizioni dei carabinieri vanno proprio in questo senso, si vede che hanno già le idee chiare su chi e cosa cercare».

Perquisizioni che riguardano anche l'omicidio di Sabaudin Bregu, l'albanese ucciso con 15 coltellate la stessa notte, ma ritrovato solo alle 15 di venerdì a Campagnola. «Non sappiamo ancora se ci sia un collegamento tra i due episodi», chiarisce Ceci.

Marco Bergamelli, colpito con 7 coltellate, operato d'urgenza la stessa notte dell'aggressione e ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Bolognini di Seriate, domenica è stato trasferito in Chirurgia. Le sue condizioni sono sempre gravi, seppure in miglioramento.

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m.sanfilippo

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