Domenica 01 Luglio 2012

Itinerari in bici: sul grande Adda
tra paesaggi e opere di Leonardo

Siamo in uno dei luoghi più belli d'Italia, non c'è dubbio. E allora pedaliamo con tranquillità, gustando questa ciclabile metro per metro, nella vegetazione, sull'orlo del fiume, delle sue profondità, dei suoi verdi e dei suoi cobalto e dei suoi azzurri, dei suoi cigni e dei suoi lucci, delle sue trote che le vedi nuotare controcorrente.

Pedaliamo da Trezzo, oppure da Paderno, e saliamo verso Brivio e poi Olginate, oppure facciamo il contrario e allora la pista sarà in leggera discesa. Il percorso è facile, adatto a city bike e mountain bike, il fondo è misto, ma in larga parte sterrato: non è adatto alle biciclette da corsa.

Partire da Trezzo (oppure da Crespi d'Adda, appena più a sud, per godersi la bellezza del villaggio di fine Ottocento) vuole dire immergersi nel mondo del fiume per i paesaggi, per le attività umane, la centrale idroelettrica Taccani, la centrale Esterle, poi la centrale Bertini di Porto d'Adda, poi si incontrano le rapide del fiume e il naviglio che sale fino a Paderno ed era navigabile con un sistema di chiuse studiate da Leonardo da Vinci e realizzate più tardi.

In questo paesaggio si dice che Leonardo ambientò uno dei suoi dipinti più noti, «La Vergine delle rocce». Si incontra prima di arrivare a Paderno verso la Conca delle Fontane lo Stallazzo, luogo di ristoro e di informazione per i visitatori. Dopo dieci chilometri di tranquilla pedalata, eccoci a Paderno.

La gita può partire anche da qui. Chi viene da Bergamo può percorrere la strada dell'isola con piste ciclabili fra Terno e Sotto il Monte e da Calusco al ponte. Passato il grande arco sospeso si gira a sinistra e dopo duecento metri ecco la mulattiera in discesa.

Da Paderno riprendiamo a pedalare nel verde, nell'ombra, con le libellule che improvvisamente si alzano dal pelo dell'acqua. Dopo quattordici chilometri da Trezzo eccoci a Imbersago, la pista sfocia in una piazza con parcheggio, posti di ristoro e soprattutto con il famoso traghetto che collega la sponda oggi lecchese con la sponda bergamasca di Villa d'Adda.

Lasciamo alle spalle Imbersago e ci immergiamo di nuovo nel verde, seguendo il tracciato a tratti ampio, a tratti stretto dalla vegetazione fino a circa un metro di larghezza. Dopo circa diciassette chilometri il fiume si fa ampio e ospita fra le due sponde delle isole che nei secoli scorsi furono contese fra Bergamo e Milano.

Poco dopo eccoci a un laghetto, una pozza di acqua limpidissima. Passiamo su un ponte in legno, a sinistra il laghetto, trasparente come una piscina, a destra il fiume. Siamo nei pressi di Brivio. È un luogo di fiaba e noi ci fermiamo qui. Ma la pista continua e risale il fiume senza interruzioni fino a Olginate...

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m.sanfilippo

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