Mercoledì 11 Luglio 2012

Con il caldo è allarme ozono
Ecco come ridurre i rischi

Su proposta dell'assessore all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi la Giunta regionale lombarda ha approvato il Piano di azione per l'ozono. Il testo recepisce la direttiva europea 2008/50, che istituisce un quadro unitario e prevede una doppia soglia di «informazione» e di «allarme», nel caso in cui le concentrazioni di ozono superino rispettivamente i 180 e i 240 microgrammi per metro cubo.

E quindi suggerisce comportamenti virtuosi dei singoli sia per ridurre l'esposizione nelle ore più critiche, che per diminuire il rischio di inquinamento da ozono. «Le condizioni climatiche degli ultimi giorni - spiega Raimondi - hanno fatto registrare valori che vanno avvicinandosi ai limiti stabiliti. Pertanto, in collaborazione con Arpa, abbiamo attivato le procedure di informazione alla popolazione. Va infatti tenuto ben presente che l'ozono è un gas naturale, impossibile da eliminare. Quello che possiamo fare, dunque, è dare una corretta e tempestiva informazione e suggerire comportamenti virtuosi volontari».

IL VADEMECUM - L'intensità degli effetti dell'ozono cresce con la durata dell'esposizione, quindi la regola principale è quella di limitare l'esposizione e le attività all'aria aperta nelle ore di maggiore insolazione, generalmente dalle 12 alle 16. È bene circoscrivere i lavori pesanti o le attività sportive nelle prime ore della mattina o in serata, quando i livelli di ozono sono più bassi.

Le ore più calde della giornata andrebbero trascorse in ambienti chiusi. Anche l'alimentazione ha la sua importanza: una dieta ricca di sostanze antiossidanti può aiutare ad abbassare la sensibilità di un individuo ed è quindi consigliato privilegiare cibi come frutta e verdura di stagione, che contengano tali sostanze.

RIDUZIONE INQUINAMENTO - Le principali azioni per ridurre l'inquinamento da ozono devono essere indirizzate verso il contenimento delle emissioni dei suoi precursori, vale a dire gli ossidi di azoto (Nox) e i composti organici volatili (Cov). I primi sono emessi nei processi di combustione a temperatura elevata (e quindi anche dai motori dei veicoli e, in assenza del riscaldamento durante l'estate, dai processi industriali che prevedono una combustione); i secondi derivano dal traffico veicolare e dalle attività industriali.

Pochi semplici accorgimenti possono contribuire a limitare la formazione di ozono, cercando, ad esempio, di:
- ridurre l'uso degli autoveicoli privati;
- utilizzare in modo condiviso l'automobile; - mantenere una velocità costante, con una guida non aggressiva, mantenendo una velocità compresa tra i 70 km/h e i 90 km/h in ambito extraurbano e in autostrada; - verificare periodicamente gli scarichi dei veicoli; - prediligere l'impiego di vernici all'acqua;
- evitare l'accensione di fuochi e barbecue.

I SOGGETTI PIÙ A RISCHIO - Diverse le categorie esposte:
- bambini: sono il gruppo a più alto rischio, perché trascorrono gran parte del periodo estivo all'aperto e sono spesso impegnati in attività fisiche intense; i bambini hanno anche maggiori probabilità di sviluppare fenomeni asmatici o altre malattie respiratorie;
- soggetti sani che fanno attività fisica all'aperto: adulti in buona salute che fanno attività fisica all'aperto (sia essa sportiva o lavorativa) diventano un gruppo «sensibile» perché sono più esposti all'ozono rispetto alla popolazione meno attiva. L'esercizio fisico infatti può aumentare la frequenza respiratoria e quindi l'introduzione di sostanze inquinanti nei polmoni fino a 10 volte rispetto la situazione di riposo;
- persone con malattie respiratorie (asma, broncopneumopatie croniche): tali malattie rendono i polmoni più vulnerabili agli effetti dell'ozono;
- persone con una particolare suscettibilità all'ozono: la reazione all'ozono è molto diversa da individuo a individuo, per cui anche soggetti in buona salute possono risultare più suscettibili di altri.

«Pochi semplici accorgimenti - conclude Raimondi - possono dunque essere sufficienti a non esporsi a rischi seri per la salute. Per questo stiamo diffondendo capillarmente semplici regole, che possono aiutare soprattutto le categorie più a rischio. Sicuramente ci sarà occasione anche per un confronto ampio sulle misure per la qualità dell'aria nel percorso di condivisione sul Piano regionale di interventi sull'aria (Pria) che inizierà a breve». Tutte le informazioni su siti: www.ambiente.regione.lombardia.it e arpalombardia.it.

m.sanfilippo

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