Lunedì 23 Luglio 2012

Pirovano sui trasferimenti delle scuole
«Il Governo usi un po' di buon senso»

Le Province del Nord si sono riunite lunedì a Verona per elaborare una strategia comune e avviare una discussione sulle nuove disposizioni del Governo che riguardano l'accorpamento delle Province. Una riunione cui hanno partecipato oltre una ventina di presidenti delle Province di Lombardia, Veneto e Piemonte, tre regioni che contano il 32 per cento della popolazione italiana, il 38 cento del Pil nazionale e il 51 dell'export nazionale.

“Le Province hanno espresso grande preoccupazione per le norme in discussione che penalizzano gli enti virtuosi e premiano quelli che non hanno mai provato a risparmiare – spiega il presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano di ritorno da Verona -. Tagli che colpisono Province e Comuni e non, ad esempio, gli oltre 3 mila Enti intermedi (consorzi, comunità montane, ecc.) dal cui taglio si potrebbero ottenere risparmi pari a 5 miliardi di euro a fronte dei presunti 60 milioni che deriverebbero dall'eliminazione delle Province. E dico presunti perché gli Uffici studi di Camera e Senato hanno certificato che dall'applicazione della spending review sulle Province non deriva alcun risparmio”.

“Senza contare che gli accorpamenti dovrebbero riguardare anche qualche Regioni considerato che ce ne sono alcune che, con 300 mila abitanti, sono di ben tre volte più piccole della Provincia di Bergamo”, commenta ancora il presidente Pirovano.

“I tagli che stanno operando a Province e Comuni sono esattamente il contrario della buona gestione perché tagliano tutto tranne i costi veri non legati a servizi che finiranno per lievitare insieme alla confusione amministrativa - ribadisce Pirovano -. Le cifre su cui vengono effettuati i tagli non contengono il costo degli stipendi dei dipendenti pubblici delle Province italiane che sono 60 mila, ovvero 1 ogni mille abitanti. Rapporto che scende alla metà nelle Province del Nord e a Bergamo. Siccome i tagli previsti dalla spending review non riguardano il costo del personale, è evidente che per chi come noi ha meno dipendenti i tagli verranno apportati, necessariamente, ai servizi. Ed è una cosa indegna”.

“Nell'incertezza della data del trasferimento di competenze dalle Province ai Comuni i tagli vengono inferti alle Province – continua Pirovano -. Faccio l'esempio degli istituti scolastici che noi dovremo cedere ai Comuni. Siccome ancora non si sa quando avverrà il trasferimento, per garantire l'inizio dell'anno scolastico a settembre, le scuole dovrà aprirle la Provincia. Ma, siccome l'anno scolastico non finisce a dicembre, mi chiedo con quali soldi garantiremo il servizio alle scuole e ai trasporti. E i Comuni (ai quali stanno tagliando il doppio di quello che tagliano alle Provincie) mi chiedo come faranno a gestirli”.

Il Presidente annuncia anche un nuovo incontro, dopo quelli già tenuti in Provincia a Bergamo, al quale verranno invitati i sindaci dei Comuni che, sul loro territorio, ospitano istituti scolastici superiori.

“Lo terremo entro fine luglio, primi d'agosto – precisa – e mi scuso per lo scarso preavviso ma la sensazione è che le cose stiano precipitando. Deve essere chiaro che noi Province non siamo antagonisti o nemici dei Comuni. Siamo sulla stessa sbarca e con loro dobbiamo capire come obbligare il Governo a usare un minimo di buon senso”.

a.ceresoli

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