Cinghiali, Coldiretti all'attacco:
«La situazione è insostenibile»

Coldiretti Bergamo torna all'attacco. «Le misure attivate per contenere i cinghiali - scrive l'associazione dei coltivatori - sono inefficaci». Le devastazioni sul territorio della provincia di Bergamo, aggiunge, sono sotto gli occhi di tutti.

Coldiretti Bergamo torna all'attacco. «Le misure attivate per contenere i cinghiali - scrive l'associazione dei coltivatori - sono inefficaci». Le devastazioni sul territorio della provincia di Bergamo, aggiunge, sono sotto gli occhi di tutti.

Le immagini e i racconti degli agricoltori colpiti ma anche dei cittadini che risiedono nelle zone interessate dal problema - si legge in un comunicato - dimostrano chiaramente l'insostenibilità della situazione.
 
«Possiamo anche comprendere l'impegno che  l'amministrazione provinciale ha profuso nei confronti di quello che è diventato ormai un annoso problema quale l'incontrollata e non più sostenibile presenza di ungulati nei territori agricoli – sottolinea Gianfranco Drigo,  direttore di Coldiretti Bergamo - ma l'impegno deve portare a fatti concreti che ad oggi facciamo fatica ad intravedere».

«Come mai, pur di fronte alle nuove autorizzazioni a cacciare e i relativi piani di abbattimento, il numero di cinghiali secondo i censimenti effettuati, invece di diminuire è aumentato nel corso degli ultimi anni?  Il contenimento risulta inoltre difficile se a fronte di alcune migliaia di animali censiti possiamo disporre di sole quattro gabbie, ammesso poi che queste risultino veramente efficaci. Anche la caccia con l'arco assume più una dimensione bucolica che di reale contrasto ad un animale che per sua natura è diffidente e non facilmente avvicinabile. In merito alla valorizzazione dei danni non si confonda questi con le richieste di risarcimento; i danni reali, diretti ed indiretti sostenuti dalle imprese, sono ben maggiori anche se non tutti oggetto di richiesta di risarcimento».

I cinghiali ad oggi censiti sul territorio provinciale risultano essere 2.200 circa (censimento 2012 commissionato dalla Provincia di Bergamo).  A seguito delle 183 richieste di intervento (di cui 62 ancora non evase) presentate nel 2012 (dati Atc Prealpino), gli abbattimenti avvenuti al di fuori del periodo della caccia sino ad oggi sono stati 70 da parte delle squadre e 135 da parte delle guardie del corpo provinciale.

Tenendo conto di questi numeri, per l'anno in corso si è preventivato un prelievo durante il periodo di caccia  di circa 1.200 capi.  Un obiettivo che - secondo Coldiretti - è importante raggiungere poiché lo scorso anno gli abbattimenti effettuati durante il periodo di caccia hanno raggiunto circa l'80% di quanto era stato preventivato e quindi la popolazione è aumentata più del previsto essendo i cinghiali animali molto prolifici.

«La gestione dei cinghiali deve essere affrontata in modo diverso  - spiega Alberto Brivio, presidente della Coldiretti bergamasca -;  le misure attivate fino ad oggi per 'sradicare' questa emergenza non sono sufficienti e quindi bisogna correggere il tiro.  A nostro avviso serve un'azione coordinata di Provincia e Regione da portare avanti in modo  comune e condiviso oltre che risolutivo. E' inaudito che ancora oggi gli agricoltori continuino  ad avere campi devastati, coltivazioni distrutte, danni alle aziende e che anche i cittadini  debbano  affrontare i pericoli legati alla presenza incontrollata di questi animali. Purtroppo è evidente che i numeri di cinghiali evidenziati dal censimento sono ben lontani dai numeri reali quindi per la definizione dei piani di contenimento si fa sempre riferimento a una realtà fittizia e in questo modo difficilmente si potrà realizzare un controllo numerico adeguato. Per noi resta prioritario l'obiettivo di sviluppare sinergie utili a mettere in atto un'efficace attività di prevenzione, anche se resta il fatto che gli agricoltori non possono accollarsi i costi dei danni che stanno diventando sempre più pesanti».

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