Domenica 28 Ottobre 2012

Allarme gioco: con la crisi
30 malati in più ogni anno

Sono schiavi del gioco, arrivano anche a compromettere la stabilità economica e familiare, il loro numero in provincia di Bergamo cresce in modo costante e preoccupante. Una vera e propria malattia che la medicina definisce ludopatia, cioè l'impulso irrefrenabile di giocare, che non tutti hanno il coraggio e la forza di curare rivolgendosi al Servizio dipendenze dell'Asl, il Sert.

La portata del fenomeno si può misurare guardando gli utenti in carico al Sert provinciale: se nel 2005 erano 28, alla fine dello scorso anno risultavano essere 151, con un aumento di quasi il 500%. Una crescita che ha avuto però la forte impennata dal 2009, con l'avvio della crisi generalizzata, con una media di 30 utenti in più all'anno.

Questi solo alcuni dei numeri elencati durante la tavola rotonda «Il destino di una slot. Società e nuove dipendenze» tenutasi a Treviglio, alla quale ha preso parte anche Massimo Corti, responsabile del Sert dell'Asl di Bergamo: «Il 67,8% dell'utenza con problematiche di gioco d'azzardo patologico in carico al Sert è di genere maschile con un rapporto maschi-femmine pari a 2,1 - ha evidenziato Corti - e l'età media degli utenti in carico è di 45,4 anni».  Dati riferiti al 2010.

L'analisi del fenomeno è stata accompagnata anche da dati regionali. Tra quanti negli ultimi 12 mesi hanno puntato soldi, il 67% dei lombardi ha preferito il lotto e superenalotto, il 51,5% il gratta e vinci e il lotto istantaneo, gioco quest'ultimo preferito dalle donne: il 20% ha optato per le scommesse sportive e il 18% si è dato al poker texano.

Il sociologo Marco Dotti dell'Università degli studi di Pavia ha reso noto un particolare del fenomeno legato alle slot: «In un anno i locali in cui è possibile giocare sono aumentati del 40,2%. Ma anche per i locali non si prevedono tempi rosei, infatti a dicembre parte la rivoluzione 3.0 che porterà le macchinette direttamente sugli schermi dei cellulari, il tutto nella completa legalità avvallata dallo Stato».

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m.sanfilippo

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