Martedì 18 Dicembre 2012

«Qui sono nata io e i miei figli»
Una lettrice saluta il vecchio ospedale

Tanti ricordi per un momento sicuramente storico per Bergamo. Lo ha pensato una lettrice de L'Eco di Bergamo che ha scritto una lettera alla nostra redazione. «In questi giorni la nostra città sta assistendo ad un momento particolare: l'apertura del nuovo ospedale - si legge nel messaggio -. A quanto pare una struttura bellissima, all'avanguardia, che diverrà il punto di riferimento per molti bergamaschi e non solo. Ed io vivo con una certa malinconia, anzi con un vero e proprio magone, questi attimi perché sull'altro piatto della bilancia c'è la chiusura del vecchio ospedale che è stato teatro della nascita dei miei due bambini, oltre che della mia».

«Non posso non ripensare a quante volte ho percorso quei vialetti con il pancione per gli esami di controllo della gravidanza o per frequentare il corso preparto. E soprattutto a quando ho raggiunto il reparto di ostetricia in preda alle contrazioni - continua la lettera -. Non posso non pensare alla sala parto arancione nella quale sono nati entrambi i miei figli, al pulsante che fa accendere i lampioni in Piazza Dante, al nido pieno di cuccioli nelle loro culle ed ai corridoi pieni di neomamme un po' zoppicanti».

«I soffitti del reparto di Ostetricia dei Riuniti sono gli stessi che io e i miei figli abbiamo visto nei primi istanti della nostra vita e tra quei muri, in quei corridoi, in quelle stanze forse un po' datate, io ho vissuto le emozioni più intense e più belle della mia vita - continua la lettera -: dal momento in cui sono nata a quando ho messo al mondo altre due vite che per la prima volta, proprio lì, hanno incrociato il mio sguardo. Chissà cosa sarà del reparto di Ostetricia: ogni volta che passerò di lì racconterò ai miei figli che in quel padiglione siamo nati tutti noi, compreso il papà. Per questo motivo vorrei rendere omaggio al "vecchio" ospedale che nel mio cuore occuperà per sempre un posto davvero speciale».

fa.tinaglia

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