Nei rimborsi anche il matrimonio
«Inserite per errore, spese restituite»

È stata l'ultima giornata di lavori del Consiglio regionale. L'ultimo scandalo ha trasformato l'arrivo in Aula degli amministratori in una mesta processione. Il leghista Gallli: «Ho restituito le spese per il matrimonio di mia figlia finite per errore nell'elenco dei rimborsi».

È stata l'ultima giornata di lavori del Consiglio regionale, in Lombardia. E l'ultima seduta dell'era di Roberto Formigoni - il governatore che si appresta a lasciare dopo quasi 18 anni di amministrazione di centrodestra e che assicura che continuerà a fare politica - si è rivelata un concentrato di questa legislatura dimezzata iniziata nel 2010 e nel corso della quale l'attività legislativa è stata messa in ombra da scandali, divisioni politiche e anche da parole in libertà («Che fai, mi hai toccato una tetta?», le ultime di Nicole Minetti da consigliera del Pdl a un giornalista).

La seduta non poteva certo essere serena, già lo annunciava quell'agitarsi di telecamere all'ingresso. L'Aula oggi doveva approvare, e lo ha fatto, il Collegato alla Finanziaria, ma il tema del giorno al Pirellone era l'inchiesta sui rimborsi facili per la quale la Procura di Milano ha indagato per peculato una ventina di consiglieri della maggioranza Pdl-Lega, che dovranno fare a turno dai pm per spiegare.

L'ultimo scandalo, nato dopo che erano stati già indagati 17 consiglieri e assessori entrati in carica due anni e mezzo fa, ha trasformato l'arrivo in Aula degli amministratori lombardi in una mesta processione. Pochi sorrisi, e tirati, ai fotografi che cercavano di farsi guardare.

«Le mie spese sono conformi», ha risposto Gianluca Rinaldin (Pdl). «Non ho niente di cui rimproverarmi sia dal punto di vista legale sia da quello morale», la certezza del leghista Angelo Ciocca. Il suo capogruppo, Stefano Galli, ha annunciato (via Facebook) di aver restituito ieri alla Regione «le spese sostenute per il ricevimento matrimoniale di mia figlia, che erroneamente erano state inserite nella mia personale lista dei rimborsi».

La Minetti, che due anni e mezzo fa era la star della prima seduta con Renzo Bossi («Se è intelligente quanto è bella penso che faremo grandi progetti insieme», di lei disse quel giorno il rampollo di Gemonio che si è dimesso già ad aprile), ha parlato solo del presunto palpeggiamento.

A palazzo di giustizia, intanto, domani pomeriggio i pm titolari dell'inchiesta incontreranno i magistrati della Corte dei Conti che hanno aperto un fascicolo sulla stessa vicenda dei rimborsi in Regione. E, dopo l'ex assessore Boscagli, dovrebbero ascoltare i consiglieri Saffioti e Zuffada (Pdl), mentre quelli della Lega al momento hanno scelto di non presentarsi.

È chiaro che l'inchiesta non ha permesso all'ultima seduta del Consiglio regionale lombardo di concentrarsi su molto altro, per esempio su un bilancio di fine legislatura. In questo modo sono passate in secondo piano anche le novità politiche di giornate: proprio mercoledì il gruppo del Pdl si è frantumato, 3 consiglieri ex An hanno fondato il Centrodestra Nazionale, 3 un gruppo Lombardia Popolare pronto ad andare per la propria strada se Berlusconi sosterrà la candidatura di Maroni e non quella di Albertini.

L'unico che oggi si è concesso la libertà di guardare avanti è stato il governatore Formigoni. «Questa è l'ultima volta che ho l'occasione di farvi gli auguri in veste di presidente della Regione, ci diamo appuntamento fra 5 anni magari prima...», ha sorriso al suo consueto ricevimento natalizio al 39/o piano di Palazzo Lombardia. Ora gli occhi sono puntati sulle elezioni.

Alessandro Franzi


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