Mercoledì 23 Gennaio 2013

Reimpiego di capitali illeciti e riciclaggio
Il fenomeno colpisce anche Bergamo

La Bergamasca terra di riciclaggio di denaro sporco e reimpiego di capitali illeciti. A confermarlo – non bastasse l'ultimo arresto effettuato in città nel dicembre scorso dalla Dia di Napoli e Milano – è il comandante provinciale della Guardia di finanza Giovanni De Roma.

L'impegno della Guardia di finanza è massimo per quanto riguarda il reato di bancarotta fraudolenta: «Nel 2012 abbiamo arrestato 7 persone e ne abbiamo denunciate 74 – aggiunge De Roma –. Il reato è grave perché comporta sia un danno all'erario che ai creditori, che non possono essere pagati e spesso falliscono a loro volta». Conseguenze devastanti per i fornitori onesti, soprattutto in questi tempi di crisi.

La criminalità organizzata gioca un ruolo di primo piano dietro questi finti fallimenti, con i patrimoni che spariscono nel giro di qualche mese.

«Fin dal mio arrivo a Bergamo, un anno e mezzo fa, in accordo con la Procura ho puntato l'attenzione su questo fronte – spiega il colonnello –. La Bergamasca è una terra ricca dove le infiltrazioni esistono, soprattutto per il reimpiego di capitali illeciti e il riciclaggio di denaro. D'altra parte questo fenomeno è presente sia a Milano che a Brescia ed era impensabile che Bergamo ne rimanesse immune. Se è vero che nella nostra provincia non ci sono grandi segnali di reati tipici, come il pizzo, l'usura, l'estorsione pura, è però vero che è un territorio in cui è facile riciclare denaro e reimpiegare capitali illeciti. Il nostro impegno è massimo, ma sono indagini lunghe che richiedono anni. Stiamo lavorando in collaborazione con la Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Brescia e prossimamente porteremo a conclusione altre importanti attività».

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a.ceresoli

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