Per il parcheggio della Fara
«braccio di ferro» sui costi

Per Bergamo parcheggi, la società incaricata di realizzare il silo alla Fara, partecipata al 32% da Atb mobilità, l'investimento da affrontare per rimettere in sesto l'opera dopo la frana del 2009 sarebbe di 15 milioni, ovvero 3 in più rispetto alla previsione originaria.

Quanto costa la berlinese? È questa la domanda a cui tutti stanno cercando di rispondere dalle parti dell'ex parco faunistico, tirando come ovvio l'acqua al proprio mulino. Per Bergamo parcheggi, la società incaricata di realizzare il silo alla Fara, partecipata al 32% da Atb mobilità, l'investimento da affrontare per rimettere in sesto l'opera dopo la frana del 2009 sarebbe di 15 milioni, ovvero 3 in più rispetto alla previsione originaria.

Una cifra destinata prevalentemente alla messa in sicurezza dello scavo attraverso una struttura supportata da micropali (la berlinese stessa) al posto della parete in calcestruzzo chiodata su cui si stava puntando prima del dissesto. Dalle parti di Paalfrizzoni, l'intenzione è di riconoscerne invece la metà: un milione e mezzo di euro che porterebbe la somma complessiva a 13 milioni e mezzo di euro.

Il motivo del braccio di ferro? «Noi – spiega l'assessore e vicesindaco Gianfranco Ceci – ci atteniamo alle indicazioni del collaudatore incaricato di valutare la variante progettuale (l'ingegner Mario Myallonier, ndr). Le buone norme costruttive suggerivano di procedere con una berlinese sin dall'inizio; quella di utilizzare una tecnica diversa è stata una scelta successiva nella quale noi non c'entriamo».

C'è poi la questione dei presunti materiali inquinanti finti nello scavo.
Entro febbraio l'esperto nominato dal tribunale – assieme a quelli incaricati dalle parti – dovrà depositare i risultati degli accertamenti volti a stabilire quali sostanze siano contenute nei materiali di riporto. L'udienza per la discussione dell'incidente probatorio richiesto dai magistrati è stata fissata invece per il 13 marzo.

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