Bolli da 10 e 70 centesimi introvabili
E alle Poste si paga un supplemento

Dall'inizio del 2013, le Poste hanno aumentato il costo di diversi servizi. Lo rileva Federconsumatori denunciando il fatto che alcuni bolli da 10 e 70 centesimi non si trovano nelle tabaccherie, ma è necessario rivolgersi agli uffici postali pagando anche un supplemento.

Dall'inizio del 2013, le Poste hanno aumentato il costo di diversi servizi. Lo rileva Federconsumatori. «Alcuni anni fa, le Poste inventarono la posta prioritaria al costo di 60 centesimi; dopo un po' di tempo hanno livellato il servizio (nel senso che hanno abolito la “prioritaria”) e anche il bollo di quella che prima si definiva “posta ordinaria” si è dovuto pagare 0,60 €».

«Dall'inizio di quest'anno il servizio non è migliorato, ma il prezzo dei bolli si. Da 60 centesimi si è passati a 70 centesimi per lettera. Ovviamente (!?) chi era in possesso di bolli da 60 centesimi è riuscito solo in piccola parte a trovare bolli da 10 centesimi per raggiungere la tariffa richiesta. Le tabaccherie hanno avuto un numero limitato di pezzi e non sanno dire quando avranno il prossimo rifornimento. Dei bolli da 0,70 non c'è traccia presso alcun tabaccaio».

«A questo punto - continua Federconsumatori - il cittadino pensa che sia sufficiente recarsi presso un ufficio postale per risolvere il problema della spedizione: ma non è proprio così semplice. Ad esempio: oggi, 6 febbraio 2013, un associato a Federconsumatori presentatosi allo sportello della sede centrale delle Poste in Bergamo chiedendo di acquistare 1000 francobolli da 0,70 €, si è sentito rispondere che i francobolli da 0,70 non c'erano e l'unico modo per inviare le proprie lettere era quello di lasciarle in posta, da dove si sarebbe provveduto a inoltrarle ai rispettivi indirizzi dopo avere apposto su ognuna il timbro attestante l'avvenuto pagamento».

«Sorpresa: questa operazione comporta il versamento del supplemento di 5 centesimi a lettera: ulteriore tassa sull'inefficienza. Ulteriore “perla”: per pagare il conto di 750 euro serve il contante, perché alle Poste Italiane non si accettano versamenti tramite bancomat o carte di credito».

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