Lunedì 18 Febbraio 2013

Verso le elezioni, la gente e i politici
«Sono come Peter Pan con la nutella»

«Dai, la Nutella...». Che con i formaggi (notevoli) del banco di Alberto e Mario Nava non c'azzecca granché. Ma per Anna Ferrante, sciura con taglio corto biondo e occhiali con montatura blu trendy, spiega molto: «Il massimo, il massimo: noi siamo qui a fare i sacrifici per arrivare alla fine del mese e loro si facevano rimborsare la Nutella».

Tempo da lupi al mercato della Malpensata: bancarelle poche e soldi, se possibile, ancora meno. «Ho vent'anni di mercati alle spalle, e mio padre quarantacinque... Come va lo vede da solo: una gran brutta aria» racconta da dietro il bancone Alberto Nava.

Gente poca, e non solo per il gelo di un lunedì mattina che non invoglia ad uscire di casa: tanti stranieri tra le bancarelle di vestiario (molte gestite da connazionali) e pochi bergamaschi a quelle degli alimentari. Vuoi per abitudine, vuoi per convenienza, perché «qui di soldi ce ne sono sempre meno, caro lei...».

E bisogna saper fare di conto: «Prima tutti avevamo 5 stelle, ora ne abbiamo al massimo 2 e mezza» è la considerazione del commerciante di formaggi, tra una fetta di caprino e qualche consiglio frutto dell'esperienza e dell'occhio da mercato. Lo stesso che lo porta a fare una considerazione tanto semplice quanto dirompente: «Io non lo so se questa gente qui ha ben presente in che mondo vive. Se conosce la realtà di ogni giorno. Sono come Peter Pan, stanno nell'isola che non c'è».

«Cominciamo col dimezzare il numero dei politici e anche lo stipendio» gli fa eco la signora Ferrante, che si dice «delusa, molto delusa». E «confusa, molto confusa». «Qui hanno tutti perso la bussola, dia retta a me» rincara la dose Elena, in attesa del suo turno in questo che il proprietario definisce «un termometro politico a chilometro zero». Roba che uno manco spende i soldi per i sondaggi...

«E lo scriva, lo scriva: la legge non è uguale per tutti», aggiunge Alberto Nava: «Questa è la cosa che non sopporto più». La cliente, invece, la butta più sul profetico: «Io ai signori politici ricorderei che qui siamo tutti di passaggio, invece loro pensano di essere eterni». Opinione suffragata magari dalla permanenza media nelle vellutate poltrone romane e milanesi, tendente comunque all'eternità.

Leggi le due pagine dedicate all'argomento su L'Eco di domenica 18 febbraio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata