Mercoledì 20 Febbraio 2013

«Sale slot», serve un freno in città
In due anni aumento del 30%

Insegne colorate segnalano l'ingresso dei nuovi centri di videolottery, manifesti pubblicitari invitano a scoprire locali slot e di scommesse, megaschermi luminosi promettono cascate di soldi. Fuori da questi esercizi capannelli di persone fumano in attesa di rientrare, affiancati da un continuo andirivieni di uomini e donne, di giovani e anziani, italiani e stranieri, tutti accomunati da un'unica cosa: la febbre del gioco.

Le sale giochi stanno dilagando, come la malattia che spesso le accompagna, la ludopatia. A quelle già esistenti in città, infatti, sembra che a breve se ne aggiungeranno delle altre: dopo il caso di via Tiepolo al Villaggio degli Sposi, potrebbero aprire nelle vicine via Grumello e via Verga, dando vita a un triangolo dell'azzardo nella zona sud della città. Anche il centro cittadino non è esente: c'è l'intenzione di aprirne una anche in via Pascoli, a due passi dalle scuole. Il condizionale è d'obbligo, perché l'iter per l'ottenimento delle autorizzazioni da parte della questura al momento è in corso. Ma anche perché l'assessore al Commercio di Bergamo Enrica Foppa Pedretti invoca la delibera di cui si è fatta promotrice tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013: «Al Comune spetta il dovere di far rispettare il documento entrato in vigore il 7 gennaio e che vieta alcune attività commerciali a meno di 400 metri dai luoghi sensibili, come le scuole e le chiese».

A opporsi al diffondersi di Bingo e sale giochi anche il vicedirettore di Ascom, Oscar Fusini: «Non siamo contro la libera impresa, ma Bergamo non si deve trasformare in una Las Vegas». Questo anche perchè dal 2010 in città c'è stato un incremento del 30% delle sale slot.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 20 febbraio

fa.tinaglia

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