Giovedì 28 Febbraio 2013

Fu il primo nella Bergamo liberata
È morto il colonnello Cristofari

Fu il primo soldato dell'esercito regolare italiano a raggiungere Bergamo. Il colonnello Edoardo Cristofari, novant'anni, tenente colonnello del 51° Battaglione e grand'ufficiale, è venuto a mancare nella serata di mercoledì 27 febbraio.

L'ultima volta che lo avevamo sentito, lo scorso aprile, l'occasione era stata il 25 aprile. Sempre agguerrito nelle sue idee e convinzioni: «La guerra contro i nazifascisti fu per noi il secondo Risorgimento. Per noi soldati regolari dell'esercito regio che combatteva con gli Alleati e risaliva dal Sud Italia. Ma anche per i partigiani. Prenda proprio la vicenda di Ettore Tulli: la sua banda era intitolata a un eroe del Risorgimento, Carlo Pisacane, non per caso. E allora è importante che si considerino la Guerra di Liberazione dell'esercito e la Resistenza partigiana in questo modo perché le analogie sono evidenti, a cominciare dalla lotta per la libertà e contro l'invasore straniero».

Era il 30 aprile 1945, quando Cristofari ufficiale, viaggiava con una trentina di soldati: «Il primo plotone del nuovo esercito italiano che arrivava a Bergamo - aveva raccontato al nostro giornale -. Avevamo attraversato un'Italia devastata, città in rovina. Parcheggiammo davanti al Donizetti e non credevamo ai nostri occhi: tutto era in ordine, tutte le case a posto, il teatro, i giardini. Persino dalla fontanella zampillava l'acqua. E mi ricordo che quando si fece sera la luce nelle strade si accese regolarmente e io e i miei soldati ci commuovemmo: era come se la guerra non fosse passata».

Presidente della sezione di Bergamo dei reduci della Guerra di Liberazione,
resiedeva in città, in via Monte Cornagera. Grande ufficiale della Repubblica, lo scorso anno aveva ricevuto un attestato di benemerenza persino dalla città di New Orleans mentre al 2010 risale l'onorificenza «Al merito della Repubblica italiana» che il militare aveva ricevuto dalle mani del prefetto di Bergamo.

Da sempre, infatti, il colonnello Cristofari è stato testimone del sacrificio e degli atti di eroismo che, per la liberazione dal nazi-fascismo, compirono i soldati italiani delle Forze armate regolari. «Non bisogna mai dimenticare - affermava spesso Cristofari - che nella guerra di Liberazione sono stati protagonisti anche i militari, quelli che d'improvviso, nel 1943, si ritrovarono a imbracciare il fucile contro i loro ex alleati tedeschi». Per ricordare i suoi commilitoni, Cristofari si era molto impegnato per realizzare in Rocca un monumento a perpetua memoria, monumento che è stato inaugurato nel 2007.

fa.tinaglia

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