Lunedì 08 Aprile 2013

Chagall rubato, era a casa di Bettega
Coinvolto collezionista bergamasco

Era a casa dell'ex calciatore e dirigente della Juventus Roberto Bettega (parte lesa), a Torino, il quadro di Chagall rubato 11 anni fa e ritrovato dai carabinieri. Coinvolto nella vicenda anche un ignaro collezionista bergamasco.

Bettega lo aveva acquistato da una galleria di Bologna nel 2003 per 1 milione 200 mila euro, pagati 175.000 in contanti, il resto cedendo alcune sue opere d'arte. Ora Bettega è parte lesa nell'inchiesta insieme al vecchio proprietario statunitense dell'opera, che però è stato già risarcito dall'assicurazione che, a questo punto, potrebbe rivendicare il quadro.

Si tratta di un'opera del celebre artista russo Marc Chagall, «Le nu au Bouquet», rubato nel 2002 su uno yacht statunitense ormeggiato al porto di Savona.  A recuperarlo i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Torino, dove si trovava nell'abitazione di Bettega. Tre persone sono state denunciate per furto e ricettazione, tra cui un romeno ex componente dell'equipaggio dell'imbarcazione e un gallerista di Bologna.

Il dipinto venne acquistato nel 1988 in una galleria d'arte di New York da un facoltoso cittadino statunitense che lo volle collocare a bordo del proprio yacht. Dal febbraio 2002 al gennaio 2003 l'imbarcazione rimase ferma nel porto di Savona per lavori di manutenzione. Il furto avvenne in questo periodo e fu scoperto dal figlio del proprietario, nel frattempo deceduto, che, come legittimo erede, venne in Italia a ritirare la barca.

Un esperto che visionò il dipinto gli disse che quello a bordo era una copia e che l'originale era sparito. Nel 2012 l'opera venne individuata dai carabinieri nel corso di un'indagine su un traffico di opere d'arte ricettate attraverso una galleria d'arte bolognese. Gli investigatori hanno scoperto che chi aveva sottratto l'opera era anche riuscito a farsi rilasciare dalla Fondazione Chagall, attraverso uno studiato stratagemma, una nuova autenticazione del quadro, la cui vendita fu attribuita a un ignaro collezionista bergamasco cliente abituale della galleria bolognese e nel 2003 fu acquistato, in buonafede, da Bettega che ne ha mantenuto il possesso sino al giorno del sequestro. Due dei tre denunciati, invece, si trovano all'estero.

fa.tinaglia

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