Spirano: «Ridatemi l'angioletto
sparito dalla tomba di mia figlia»

Quell'angioletto bianco era perfetto. Sara (nome di fantasia) l'aveva acquistato a una bancarella e pensava che sarebbe stato il giusto «compagno di viaggio» per la figlia che da qualche mese riposava in cielo. Ma ora è scomparso dalla lapide nel cimitero di Spirano.

Quell'angioletto bianco era perfetto. Sara (nome di fantasia) l'aveva acquistato a una bancarella e pensava che sarebbe stato il giusto «compagno di viaggio» per la figlia che da qualche mese riposava in cielo: la candida statuetta aveva così preso posto sulla lapide della piccola. Ma ora non c'è più: la scorsa settimana un dispetto, o una furbata, l'ha fatta sparire.

Qualcuno ha pensato di sottrarre dal camposanto di Spirano questo cimelio di scarso valore economico, ma di inestimabile significato affettivo, per farsene non si sa bene cosa. Quello dei furti nei cimiteri è uno stillicidio che si è intensificato in questi ultimi tempi e sembra non conoscere la parola fine. Prima l'obiettivo erano i fiori, poi le grondaie e i vasi in rame, adesso pure sculture e oggetti vari: oggi sparisce di tutto. E con questo bottino se ne va anche il rispetto per il luogo dove riposano i defunti.

È la stessa Sara, spiranese come il marito, a raccontare il fatto su Facebook, mezzo che la donna ha scelto per denunciare il vile gesto raccogliendo innumerevoli messaggi di solidarietà da amici e concittadini indignati. Quella piccola statua in legno, un angelo addormentato tra le sue due ali - grande da stare in una mano -, se l'era fatta persino tatuare, spiega a voce.

«Un anno fa, a 12 ore dal parto, persi la mia prima e unica figlia a causa di alcune complicazioni - racconta la donna -. Dopo qualche mese io e il mio compagno notammo quell'angioletto in una bancarella e decidemmo di acquistarlo e posizionarlo sulla tomba: una spesa irrisoria, ma dal senso così profondo. Ora, dopo il furto, provo soltanto rabbia e sconforto».

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