Le «apparizioni» alle Ghiaie
Il caso in un nuovo libro

«Riaprire la vicenda? La chiesa si è già pronunciata - dice monsignor Marino Bertocchi, autore di svariati testi su Ghiaie -. Credo invece sia giusto in un riconoscimento come luogo di culto mariano, come avvenuto a Schio o Montichiari».

«Non mi hanno voluta!» È il provocatorio titolo del nuovo libro di Alberto Lombardoni sulle presunte apparizioni della Vergine alle Ghiaie di Bonate. Presentato in una serata piovosa all'auditorium del liceo Mascheroni, l'appuntamento ha attirato l'attenzione di oltre 200 persone. Con l'autore, anche il giornalista Giuseppe Purcaro e Bruno Villa, figlio di Vittorio che nel '44 realizzò i filmati alle Ghiaie.

«Un caso scomodo - dice Lombardoni -, ma la mia intenzione non è quella di contrapporre le posizioni della Curia di Bergamo al pensiero di tanta gente, bensì di ripercorre i fatti storici, le testimonianze. Ognuno è libero nei propri convincimenti. Certo là, nel '44 si sono verificati fatti grandiosi: le foto dell'epoca ce lo ricordano».

Il libro arriva a distanza di 65 anni dal decreto del vescovo Bernareggi (30 aprile 1948) sulle presunte apparizioni ad Adelaide Roncalli di 7 anni, decreto che si chiudeva con queste parole: «Non consta della realtà delle apparizioni». La serata al Mascheroni - con qualche accento critico nei confronti della Curia di allora - è scivolata via sui binari dei ricordi, intervallata da suggestivi frammenti video. Riaprire il fascicolo delle Ghiaie, è l'intento dell'autore e dei relatori. Ma alla luce di quali fatti nuovi?

Lo stesso Lombardoni ha sottolineato che «Adelaide offre il suo silenzio alla Madonna». L'ultimo suo pronunciamento risale al 20 febbraio 1989: «Sono assolutamente convinta di aver avuto le apparizioni», confermando così la prima versione. Successive smentite, conferme e ritrattazioni hanno però aperto spazi a dubbi. Il 1° marzo 2009, Adelaide ha consegnato al parroco di Ghiaie don Davide Galbiati una dichiarazione ribadendo la sua «estraneità a qualsiasi progetto o iniziativa presa da altri».

Una presa di posizione scaturita dal fatto che vicino al luogo della presunta apparizione, una società avrebbe voluto dar vita a iniziative legate alla Madonna di Ghiaie. L'approccio di Lombardoni resta quello dello storico, ma anche fra la gente convenuta ci è parso di cogliere più moderazione nel discutere di quei fatti. Un'apertura nuova rispetto a un passato contraddistinto anche da scontri. C'è chi dice che la fede non abbia bisogno oggi di Madonnine che piangono, volti di Maria insanguinati, fenomeni solari e non è il caso delle Ghiaie. La fede chiede di essere alimentata con la preghiera.

E nessuno vieta di farlo anche a Bonate. «Riaprire la vicenda? La chiesa si è già pronunciata - dice monsignor Marino Bertocchi, autore di svariati testi su Ghiaie -. Credo invece sia giusto in un riconoscimento come luogo di culto mariano, come avvenuto a Schio o Montichiari». Una proposta che fa arricciare il naso a chi sostiene le apparizioni. Ma un segno di attenzione verso i fedeli. Tutt'altro che da sottovalutare.

Emanuele Roncalli

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