Lunedì 03 Giugno 2013

Adrara, udienza preliminare
Chiesti 20 anni, venerdì la sentenza

Sono stati chiesti 20 anni per l'omicidio di Adrara del dicembre 2012 e probabilmente venerdì si avrà la sentenza definitiva. È comparso nella mattina di lunedì 3 giugno, davanti al giudice dell'udienza preliminare Patrizia Ingrascì, Mustapha Mazoki, marocchino di 35 anni, difeso dall'avvocato Roberta Barbieri, chiamato a rispondere di omicidio volontario.

L'extracomunitario, attualmente in carcere per questa causa, è accusato di aver ucciso con una coltellata il connazionale Ahmed Ghazzou, di 42 anni, ad Adrara San Martino. Il corpo ormai privo di vita era stato trovato dalla proprietaria dell'appartamento (l'alloggio era in locazione) il 13 dicembre 2012, chiuso all'interno, in una pozza di sangue, anche se secondo le successive indagini l'omicidio risalirebbe in realtà alla settimana prima, e cioè al 6 dicembre.

Davanti al gup Mazoki, che viene processato in sede di giudizio immediato (la particolare formula che, nei casi di ritenuta evidenza della prova consente di snellire la tempistica del processo), affronterà il rito abbreviato, che in caso di condanna riconosce lo sconto di un terzo della pena. L'omicidio in casa Mazoki, amico della vittima, era stato sentito dai carabinieri già appena trovato il cadavere, ma solo a gennaio era scattato il fermo con l'accusa di omicidio nei suoi confronti: durante le deposizioni, infatti, sarebbe caduto in diverse contraddizioni, tanto da convincere gli inquirenti coordinati dal pm Monia Di Marco a metterlo sotto intercettazione. Da queste erano arrivati una serie di riscontri ai sospetti, e la decisione del fermo era arrivata appena i carabinieri avevano sentito che si stava procurando i documenti necessari per lasciare l'Italia.

In carcere si era avvalso della facoltà di non rispondere, ma per gli inquirenti la ricostruzione della vicenda era ormai cristallizzata: Mazoki avrebbe diviso - pare abusivamente - l'appartamento di Adrara San Martino, in via Villanova con la vittima e il movente del delitto sarebbe stata una lite scoppiata perché Mazoki riteneva Ghazzou responsabile della sottrazione di 70 euro.

fa.tinaglia

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