Martedì 11 Giugno 2013

«Grazie per averci sorretto e guidato»
Quando i genitori ringraziano la scuola

«Grazie per averci sorretto e guidato fin qui». Sono tante le lettere che in questi giorni genitori e studenti scrivono alle scuole che lasciano al termine di un ciclo di studi, ma questa dei genitori della 5ª B della scuola elementare «Cittadini» di Ponte San Pietro tocca il cuore per la profondità del messaggio che contiene. Eccola:

«Cara "Casa Gialla", così ci hai insegnato a chiamarti. A chiamare così le tue mura, i tuoi spazi, le tue amate persone, i tuoi pensieri. Arrivederci perché tu ci hai ribadito che il tuo portone resterà sempre aperto, per manifestarti le nostre gioie, i nostri dolori o semplicemente per venirti a trovare. È proprio tra le tue mura che sono trascorsi questi intensi cinque anni, è lì che abbiamo gioito, scherzato, imparato, costruito ma anche sofferto. Lo abbiamo fatto tutti insieme, insieme perché qualsiasi sentimento che nasce al tuo interno diventa di tutti, un sorriso è di tutti come purtroppo anche una lacrima. Abbiamo vissuto collegati da quel magico filo rosso conduttore che ci fa tenere per mano, magari inavvertitamente».

«Hai pensato per la maggior parte delle nostre giornate ai nostri figli, te ne sei occupata con dolcezza, rigore, disinvoltura e capacità, le stesse qualità per cui i nuovi genitori entrati si sono complimentati con te riferendosi ai nostri figli. Siamo cresciuti anche noi, ora parliamo, scriviamo e osserviamo con il cuore. In tutto, abbiamo scoperto, c'è quel meraviglioso mistero. In un piccolo fiore, la viola che annuncia la primavera nell'orto, come nell'immensità dell'universo, nelle stelle che a maggio ravvivano la nostra serata. Ci hai strofinato gli occhi e vediamo tutto con una nuova limpidezza, ci hai aiutato a mettere a fuoco la nostra vita. Penso tu possa ritenerti soddisfatta. Tante volte ci hai ringraziato, ora tocca a noi. Grazie per averci sorretto e guidato in questo ostico compito, che purtroppo nessuno ci può insegnare, è il succedersi dei giorni che ci educa, sono gli errori, i successi, l'evolversi delle situazioni, lo scorrere della vita. E vivere accanto a te è stato semplicemente «bello». Un semplice aggettivo, che ha tanti sinonimi, forse più appropriati. Ma utilizziamo con coscienza l'aggettivo «bello». Perché è uno dei primi che hanno imparato i nostri figli cinque anni fa nello scrivere i loro elementari pensieri».

«Accettalo immaginando proprio che lo sussurriamo con gli occhi sgranati e innocenti dei bambini. Questi occhi che nonostante il tempo, ancora inesorabilmente si bagneranno, perché tu ci regali sempre nuove emozioni. Non stancarti mai Casa Gialla, fa che la nostra acquisita «ricchezza» l'abbiano ancora tanti genitori, che i tuoi compleanni continuino a crescere, noi ci saremo sempre, come tu, ci hai promesso, ci sarai per noi».

I genitori di 5ª B a. s. 2012/2013 della Scuola elementare «Cittadini» di Ponte San Pietro

a.ceresoli

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