Lunedì 01 Luglio 2013

Città Alta, affitti alle stelle
per i negozi della Corsarola

Città Alta cambia volto, lo capisce anche un bambino. Calano i residenti locali, gli anziani soprattutto - il centro storico non è più un posto adatto a loro -, crescono gli abitanti del fine settimana e i turisti stranieri. Il risultato è che i negozi di servizio stanno diventando una rarità a favore degli esercizi commerciali a vocazione turistica (souvenir, cibo da passeggio, abbigliamento a basso costo).

E gli affitti salgono alle stelle. «Ormai chi apre un negozio in Città Alta non ha finalità commerciali ma immobiliari, non vuole costruire qualcosa nel tempo ma guadagnare in fretta - commenta rassegnato Aldo Ghilardi, presidente della Cooperativa di Città Alta -. Le proprietà cambiano molto velocemente, la dimensione speculativa fa crescere gli affitti, i negozi di vicinato vanno sparendo o si trasformano, come le panetterie che sono diventate tavole calde.

E le prime case sono sempre meno. Nelle vie Colleoni e Salvecchio ormai sono quasi tutte seconde case e bed and breakfast». Una trasformazione che arriva da lontano e pare inarrestabile. «Quindici anni fa la Cooperativa di Città Alta propose il riutilizzo del Carmine come luogo di produzione artigianale con vendita diretta dei prodotti. Non se ne fece nulla - dice Ghilardi - ma non è mai troppo tardi. Perché non pensare a una progettualità diversa per Sant'Agata e il Carmine, per ridare spazio a falegnami, fabbri, tappezzieri? Storia e tradizione vanno recuperate, non possiamo aspettare che sia il mercato a cambiare le cose».

Per l'affitto di un locale uso commerciale a due passi da Piazza Vecchia si arriva a chiedere sino a 90 mila euro l'anno. Il caso della salumeria Mangili, negozio storico della Corsarola, è emblematico. Quando la proprietà è cambiata, la richiesta annua è più che quadruplicata. Così il titolare ha dovuto cercare una soluzione alternativa.

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m.sanfilippo

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