Giovedì 31 Ottobre 2013

Lo Stato taglia e il Comune paga
Tribunali accorpati, ma più spese

Oltre il danno, la beffa. Anzi le beffe. Perché la riforma della geografia giudiziaria che ha portato alla soppressione dei «tribunalini» sta avendo un effetto carambola: ha sì abbassato i costi dello Stato, ma ha ridotto i rimborsi per i Comuni (che per una legge del 1941 sono obbligati a sostenerne i costi) e soprattutto riversato spese aggiuntive, senza prevedere alcuna compensazione, sempre sulle casse comunali.

Mai come in questo caso ultima ruota del carro istituzionale su cui spalmare a pioggia gli effetti della spending review. Ne sanno qualcosa anche a Palazzo Frizzoni dove in questi giorni stanno facendo un po' di conti per capire l'entità dei tagli riguardo ai rimborsi sulle spese per la giustizia che l'amministrazione cittadina anticipa per far funzionare Tribunale e Procura e che poi lo Stato rimborsa.

Il Comune spende in media 1,9 milioni all'anno per il Tribunale tra spazi, utenze e personale. Cifra, tra l'altro, destinata a lievitare con l'accorpamento a Bergamo delle sedi staccate di Treviglio, Clusone e Grumello del Monte. Il che preoccupa e non poco, visti i già precari equilibri del bilancio comunale.

«Normalmente ci veniva rimborsata una quota dell'80, 85 per cento delle spese sostenute, circa 1,6 milioni, mai il 100 per cento - spiegano dagli uffici di piazza Matteotti -. Ora stando ai tagli al budget del ministero della Giustizia, portato da 280 a 200 milioni per il 2012, abbiamo calcolato che i rimborsi scenderanno attorno al 60 per cento». Quindi: «Minori entrate nell'ordine di 300, 400 mila euro». Non proprio bruscolini di questi tempi. Soldi che tra l'altro Bergamo non ha ancora visto. «Non ce li hanno ancora dati, sono in ritardo» aggiungono dal Comune non senza qualche preoccupazione.

Leggi le due pagine dedicate all'argomento su L'Eco di giovedì 31 ottobre

m.sanfilippo

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