In migliaia per il Perdono d'Assisi
Messa solenne con il vescovo

«I cristiani non sono giudici di nessuno, ma sono testimoni della sorpresa dell’amore e del perdono del Signore». Domenica 2 agosto, nella basilica di Sant’Alessandro in Colonna, il vescovo Francesco Beschi ha presieduto la Messa solenne nella festa del Perdono d’Assisi. Le celebrazioni dell’intera giornata hanno visto confluire almeno 15 mila persone provenienti da Bergamasca, Lecchese, Brianza e Comasco.

Le celebrazioni hanno avuto il culmine con la processione del «santo passaggio», guidata dal vescovo, così denominata per richiamare idealmente il passaggio delle anime dalla sfera terrena a quella celeste. È seguita la Messa solenne, presieduta da monsignor Beschi, che ha ricordato il brano evangelico della moltiplicazione dei pani. «L’uomo ha bisogno di nutrirsi per vivere. Può mangiare il pane da solo, che può essere segno di solitudine, oppure in compagnia di altri, segno del bisogno di relazionalità. Pensando agli altri, non possiamo dimenticare le troppe persone che nel mondo non riescono a soddisfare il bisogno fondamentale di cibo. Il nostro nutrirci non deve esaurirsi in una semplice necessità, ma diventare espressione di una umanità più grande».

La festa del Perdono ricorda che il peccato alberga nell’esistenza dell’uomo. «Gesù Cristo si pone all’incrocio delle nostre vite — ha aggiunto il vescovo —. Il peccato è il cammino della nostra libertà che non si è ancora compiuto e rende inquieto il nostro animo. Pensiamo al dramma dell’aborto, di cui si parla tanto in questi giorni. Non vogliamo entrare nel merito legislativo. Vogliamo parlare della coscienza di fronte a ogni vita minuscola consegnata al grembo di una donna e dono affidato all’amore e alla cura di un padre e a una madre. Non siamo giudici di nessuno, ma vogliamo essere testimoni della sorpresa dell’amore e del perdono del Signore».

Attualmente, l’associazione bergamasca del Santo Perdono d’Assisi conta 80.000 iscritti, con sede in vicolo dei Dottori (piazza Pontida). Lo scorso anno ha fatto celebrare 8.000 messe per i soci vivi e defunti. Parte consistente delle offerte viene destinata ai preti diocesani impegnati nelle missioni bergamasche, nonché ai monasteri della città. Ogni anno per moltissimi la festa del Perdono è una scoperta, oppure un’occasione per incontrarsi o per tornare nella parrocchia nativa. Questa folta presenza fa pulsare di nuova vita la storica via del borgo dove l'associaizone ha sede, che vede aperti i negozi e anche una bancarella di dolciumi, superstite delle tante bancarelle di un tempo.

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