Lunedì 05 Ottobre 2009

«Le aree protette una risorsa»
Parco assolto al processo

«Assoluzione per meriti ambientali o condanna per ostacolo allo sviluppo dei territori?». È stato un vero e proprio «Processo al Parco» quello che si è concluso lunedì 5 ottobre con un'assoluzione al Tribunale di Bergamo. Organizzato dal Cesvi, in collaborazione con Slow Food Lombardia nell’ambito di BergamoScienza, nell’Aula di Corte d’Assise del Tribunale Penale di Bergamo le aree protette sono finite sul banco degli imputati, chiamate a rispondere di queste accuse e a testimoniare alla propria difesa.

«In nome del popolo vivente - si legge nella sentenza che assolve le aree protette - la Corte è giunta ad un ragionevole convincimento, assolve e dichiara innocente il Parco dai reati ascrittigli, in quanto è stato dimostrato come l’adeguato utilizzo di principi propugnati da associazioni e organizzazioni non governative, come il Cesvi, la ragionevole applicazione dei principi dello sviluppo sostenibile e di una gestione equilibrata delle risorse naturali rendono utili e vivibili le aree che si intendono tutelare per mezzo della costituzione di un parco, di un’area protetta, di un altro sistema di protezione di territori a rischio».

Il parco naturale, continua la sentenza, «è un’opportunità che sperimentare nuovi modelli, che in questo contesto possono essere vissuti nella loro interezza, sviluppando la piena interazione tra esseri umani con le loro attività, flora e fauna. (...) Lasciamo spazio a modi nuovi di concepire il rapporto tra la natura e esseri umani, valorizziamo i parchi per sperimentare nuovi stili di vita da estendere al mondo intero».

In Tribunale si è così assistito a interrogatori e contro-interrogatori di testimoni e periti, arringhe di abili difensori e agguerriti accusatori, fino alla pronuncia della sentenza di innocenza. L’imputato si è presentato davanti al Tribunale presieduto da Carlo Casti, governatore di Slow Food Lombardia mentre l'accusa è stata sostenuta dall’avvocato Daniela Rubino, socio Slow Food. Non è mancata la comuicità, con il ruolo del cancelliere affidato a Max Pisu e Andrea Biffi. La difesa è stata invece rappresentata dall’avvocato Marco Zambelli. Tra i testimoni, Agostino Agostinelli, presidente del Parco Adda Nord, il professor Riccardo Groppali, docente di Conservazione della Natura all’Università di Pavia e Vettlee Macebele, donna della Comunità Makuleke, la popolazione che vive nel Parco Transfrontaliero del Gran Limpopo, a cavallo tra Mozambico, Sudafrica e Zimbabwe, e che ha imparato a vivere in equilibrio con l’ecosistema del parco, ricavandone reddito ma rispettandone le risorse.

La giuria popolare è stata invece composta dagli studenti di Scienze dell’educazione dell’Università di Bergamo e da volontari Cesvi. In chiusura del processo i partecipanti sono stati salutati con una degustazione di salumi e formaggi orobici a cura delle Condotte Slow Food Bergamo e Valli Orobiche, gentilmente offerti da «Cà del Botto» e da «I Quattro Portoni».

fa.tinaglia

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