Scienza bergamasca in lutto
È morto il paleontologo Zambelli

Lutto nel mondo della scienza bergamasca. Il paleontologo Rocco Zambelli è morto lunedì pomeriggio 12 ottobre alle 17 nella sua casa di via Donizetti, circondato dalla moglie e dai figli. Zambelli era uno scienziato che non ha mai smesso di fare ricerca, guidato dalla curiosità e dal desiderio della conoscenza.

Nato a Sorisole il 17 maggio 1916, speleologo, geologo, paleontologo, Zambelli fu anche lo scopritore del celebre «Eudimorphodon Ranzii», il più antico rettile volante mai rintracciato al mondo: risale a 220 milioni di anni fa. Quando venne trovato, nel 1973, gli scienziati ritenevano che i rettili volanti apparvero sul pianeta 190 milioni di anni fa. La scoperta di Zambelli e dello staff del Museo Caffi di Bergamo fu rivoluzionaria.

Ma Zambelli ebbe una vita densa di avvenimenti. Da giovane era entrato in seminario, venne ordinato prete, operò nelle parrocchie di Sant'Omobono e di Castione della Presolana, coltivando sempre l'amore per la speleologia che fin da giovane lo portò a esplorare numerose grotte della Bergamasca. Fu cappellano dei gruppi partigiani dell'Alta Valle Seriana, divenne uno dei responsabili di Azione Cattolica, ebbe incarichi anche a livello nazionale. Irrequieto, curioso, anticonformista, Zambelli entrò in conflitto con alcune gerarchie ecclesiastiche al punto da lasciare l'abito talare. Si sposò negli Anni Sessanta con Maria Gennaro, di Rovigo, dalla quale ebbe due figli, Saulo e Cloe. Nel frattempo, dal 1960, era stato assunto dal Comune di Bergamo come conservatore del Museo di scienze naturali Carlo Caffi.

Notevole fu la sua opera di saggista: pubblicò numerose monografie e articoli, compresi quelli di divulgazione scientifica su L'Eco di Bergamo di cui Zambelli fu collaboratore per tanti anni. Lo ricorda Anna Paganoni del Museo Caffi: «Era una persona umanamente ricca, dolce, sensibile. La sua curiosità, la sua voglia di sapere erano pari alla sua prodigiosa memoria. Penso che la nostra città gli debba molto».

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