Venerdì 06 Novembre 2009

COPIA DI

Milano, imprenditore di Treviglio
ucciso in zona San Siro

È stato ucciso in mezzo alla strada con quattro colpi di pistola che giovedì mattina hanno riecheggiato – i primi tre a raffica, uno dietro l’altro, l’ultimo dopo qualche istante – in tutta piazza Axum, davanti allo stadio di San Siro, a Milano. La vittima è Giovanni Di Muro, 41 anni, imprenditore edile di origine campana, che da una ventina di anni viveva nella Bergamasca: la sua ultima casa è a Treviglio, una villa immersa nella campagna tra la zona Nord e la frazione Battaglie.

L’imprenditore – fino a qualche tempo fa titolare della «Restauri edili Srl», con sede in via Copenaghen 5 a Zingonia di Verdellino e ora intestata alla sua compagna – era già noto alle forze dell’ordine della nostra provincia e di Milano per reati finanziari. Non solo. A dicembre aveva testimoniato contro la ’ndrangheta in Lombardia in un processo a Milano.

Giovedì mattina gli spari gli sono risultati fatali. La Squadra mobile della questura di Milano, assieme agli investigatori del commissariato di Treviglio, sta cercando di chiarire i contorni di quella che è sembrata un’esecuzione. Dalle testimonianze raccolte sembra che Di Muro, poco prima di essere raggiunto dai proiettili che lo hanno ucciso, avesse avuto un’accesa discussione con due, forse tre persone. Una di queste avrebbe estratto la pistola, una calibro 9, e fatto fuoco verso l’imprenditore di Treviglio mentre quest’ultimo stava cercando di allontanarsi per raggiungere la sua auto, una Mercedes scura sulla quale aveva lasciato il cellulare, trovato dagli investigatori su un sedile.

Questo particolare, se si esclude una dimenticanza involontaria, farebbe pensare che il quarantunenne non volesse rimanere più di tanto lontano dall’auto, altrimenti avrebbe portato con sé il telefonino. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Milano, stanno però cercando di ricostruire soprattutto gli eventuali legami tra il passato di Di Muro e la sua tragica morte. Lo scorso dicembre l’imprenditore aveva testimoniato a Milano nel processo – ancora in corso – contro la ’ndrangheta, nell’ambito di un’inchiesta del 2008 imbastita dalla Direzione investigativa antimafia di Milano che ha smantellato una presunta organizzazione malavitosa con ramificazioni nel tessuto economico regionale.

Nell’indagine Di Muro risultava indagato, ma non era mai finito in carcere: aveva invece aiutato gli investigatori a districarsi nella presunta rete mafiosa che, per oltre dieci anni, l’avrebbe fatta da padrone a Milano. Giovedì, però, gli investigatori della Mobile milanese, coordinati dal dirigente Alessandro Giuliano, sembravano dubbiosi nel collegare quella testimonianza al processo con la morte di Di Muro. «È un elemento che teniamo presente nelle indagini – ha commentato il capo della Mobile –, anche se non escludiamo nessuna pista».

Dopo aver salutato la convivente, una quarantenne di origine brasiliana, e il figlio di 21 anni, ieri mattina Giovanni Di Muro aveva lasciato la sua casa di via Brasside 30 a Treviglio e si era diretto a Milano, dove pare avesse un cantiere proprio in zona San Siro. Attorno a mezzogiorno l’incontro con chi l’ha assassinato: un episodio quasi sicuramente non casuale, secondo gli investigatori. L’imprenditore di Treviglio è stato visto discutere con alcune persone in piazza Axum, la piazzetta che si trova davanti allo stadio Meazza e all’ippodromo. La discussione si sarebbe accesa e i toni fatti più pesanti. A questo punto Di Muro si sarebbe voltato e, dopo essersi lasciato alle spalle le altre persone, si sarebbe incamminato verso via dei Rospigliosi per raggiungere la sua auto. Proprio in quel frangente uno dei suoi interlocutori ha estratto l’arma calibro 9 e lo ha colpito, sparandogli da pochi metri: quattro in tutto i colpi esplosi.

Uno o due lo avrebbero ferito alla schiena, il terzo al torace (probabilmente l’imprenditore ha fatto in tempo a girarsi) e l’ultimo, distante qualche secondo in più, a detta dei testimoni, dai primi tre, lo avrebbe colpito in pieno viso (l’autopsia chiarirà meglio la dinamica). Alla scena hanno assistito alcune persone che stavano attendendo il tram a una vicina fermata e il figlio di un barista. «Ho sentito gli spari, ho visto l’uomo accasciarsi, rantolare e poi morire sull’asfalto», ha raccontato uno dei testimoni.

In pochi istanti il gruppetto di persone che aveva discusso con Di Muro si è allontanato. Regolamento di conti, dunque, o semplice litigio finito male per un problema di lavoro in cantiere? Su questo interrogativo si stanno concentrando le indagini degli inquirenti.

Fabio Conti

r.clemente

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