Domenica 13 Aprile 2014

Aiuto alla vita, più nascite
Ma aumentano i casi difficili

Un neonato

Nel 2013 sono nati 356 bambini grazie al sostegno del Centro di aiuto alla vita di Bergamo, 35 in più rispetto all’anno prima. Le interruzioni di gravidanza, tra chi si è rivolto al Cav, sono state invece soltanto tre. Dal 1980, anno di inizio attività, hanno visto la luce 3.557 neonati: in media, 104 all’anno.

È quanto emerge dal bilancio di missione approvato dall’assemblea (via libera anche a quello d’esercizio, chiuso in pareggio), che però ha evidenziato l’aumento delle «situazioni di difficoltà, al limite della disperazione», come spiega la presidente Anna Rava Daini. Al Cav si sono rivolte 815 donne, il 10% in più rispetto al 2012: 309 madri (+25) e 506 gestanti (+45). La crisi, anche in questo caso, si fa sentire. «Sempre più famiglie perdono il lavoro e di conseguenza la casa. In questo scenario, la gravidanza viene vista come un problema senza soluzione».

Il 90% di chi si rivolge al Cav è di origine straniera: soprattutto marocchine, senegalesi e boliviane. Ma le italiane sono sempre più numerose: 26 nel 2013. Le 40 volontarie del Centro le assistono moralmente e dal punto di vista pratico: «Siamo sempre al loro fianco, offriamo ascolto e amicizia – spiega Rava Daini –. Ma cerchiamo anche di rimuovere tutti gli ostacoli economici alla gravidanza».

Per le future mamme sono previsti contributi in denaro fino a un anno di vita del bambino (per un totale di 3 mila euro), erogati attraverso il Fondo Nasko della Regione o tramite le adozioni a distanza del Progetto Gemma. Ma le ristrettezze del periodo hanno inciso anche sulle risorse a disposizione: i benefattori sono in calo e alcuni contributi sono stati ridotti alla metà.

© riproduzione riservata