Allarme sulla Bergamo-Brescia
Vandalismi e aggressioni in crescita

L’ultimo episodio risale allo scorso mese. La notte fra il 19 e il 20 aprile una delle sei carrozze di un convoglio di Trenord, sulla tratta Milano-Brescia -Bergamo fermo sui binari a Brescia, era stata così pesantemente danneggiata da renderne impossibile l’utilizzo per il trasporto passeggeri. I vandali si erano divertiti anche a incendiare un sedile.

«Quelli del treno» ovvero gli aderenti al Comitato pendolari bergamaschi non si danno per vinti e nel loro mirino non ci sono solamente le storiche tratte, forse le più gettonate, Bergamo-Milano via Treviglio o via Carnate, ma anche la Bergamo-Brescia, utilizzata quotidianamente da centinaia di bergamaschi che lavorano o studiano nella città della Leonessa.

Lucia Ruggiero, esponente di punta del Comitato, appare rassegnata. «Quella tratta - dice con tono sommesso - ha gravi problemi strutturali. Il binario unico è il tallone d’Achille, inoltre i convogli utilizzati per il servizio sono per lo più monopiano e corti, ovvero con poche carrozze, che sono regolarmente stipate, soprattutto in coincidenza con gli orari di punta».

A ciò si aggiungono i cronici problemi legati alla puntualità: i ritardi - secondo i pendolari - si verificano più spesso in orari di punta e soprattutto nelle ore serali. Uno dei problemi che più preoccupa i passeggeri è tuttavia legato alla sicurezza. «Alcune persone - dice ancora Ruggiero - hanno riferito di risse sui convogli in movimento e liti fra i passeggeri. Spesso sono coinvolti anche i controllori che da soli certamente non posso far fronte ad aggressioni di più persone».

In effetti la cronaca degli ultimi mesi e dello scorso anno è costellata di allarmi lanciati sia dai passeggeri che dagli addetti di Trenord. Un capotreno aggredito, un episodio di violenza sessuale, carrozze imbrattate, vandalismi hanno indotto a dire un dipendente di Trenord che «i convogli stanno diventando terra di nessuno».

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