Ammortizzatori in deroga
Sarà anche per gli esodati

La Sottocommissione di Regione Lombardia per la formazione ed il lavoro ha approvato un addendum all’Accordo Quadro degli ammortizzatori in deroga per il secondo semestre 2013, per consentire di utilizzare la mobilità in deroga anche per gli esodati.

La Sottocommissione di Regione Lombardia per la formazione ed il lavoro ha approvato un addendum all’Accordo Quadro degli ammortizzatori in deroga per il secondo semestre 2013, per consentire di utilizzare la mobilità in deroga anche per gli esodati presenti sul territorio regionale.

Ne hanno dato notizia gli assessori regionali Valentina Aprea (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Massimo Garavaglia (Economia, Crescita e Semplificazione). «Potranno accedere all’indennità di mobilità in deroga - ha spiegato Aprea

- i lavoratori subordinati cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, che alla data odierna sono coperti dal trattamento di mobilità ordinaria e che, senza soluzione di continuità, maturino i requisiti alla pensione, ante D.L.201/2011, durante il periodo di godimento dell’indennità di mobilità in deroga e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014».

«Resta salva - ha sottolineato l’assessore regionale - la previsione dell’Accordo Quadro di destinare l’80% delle risorse 2013 alla Cassa integrazione in deroga ed il 20% alla mobilità in Deroga». Ricostruendo le tappe che hanno portato alla situazione cui Regione Lombardia ha dato una prima risposta, l’assessore Aprea ha ricordato gli «enormi problemi creati dalla Legge Fornero, per effetto della quale sono rimasti privi di ogni copertura economica tutti quei dipendenti che, in procinto di maturare il diritto alla pensione, avevano stipulato un accordo con la propria azienda per interrompere il rapporto di lavoro (o sono stati collocati in mobilità) con retribuzione garantita dalle loro aziende fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici. L’allungamento dei termini di pensionamento della riforma Fornero ha penalizzato migliaia di lavoratori, anche in Lombardia».

«Ci siamo basati - ha spiegato Aprea - sul fatto che, in attuazione dei diversi interventi di salvaguardia degli esodati, le norme nazionali sono di non facile interpretazione: ipotizzando un’applicazione estensiva dell’ultima di queste, in ordine di tempo, Regione Lombardia ha trovato la validazione dell’Inps».

Resta comunque necessario, a questo punto, un esplicito parere del Ministero del Lavoro che, nonostante i numerosi solleciti, non si è ancora espresso. «Regione Lombardia - ha proseguito Aprea - ha proposto alle parti sociali di prendere comunque la decisione di tutelare una più ampia platea di esodati, confidando in un rapido via libera da parte del Ministero del Lavoro».

Il «modello Lombardia», una volta ottenuto il via libera da parte del Ministero del Lavoro - che non dovrebbe tardare, visto l’assenso già dato dall’Inps - potrebbe essere «copiato» da altre regioni che stanno affrontando il delicato tema esodati: «Il Veneto, in particolare - ha riferito Aprea - attraverso il suo presidente Zaia, ha già chiesto dettagli sulle modalità con cui abbiamo operato».

Sull’accordo è intervenuto anche il presidente della Cisl Lombardia Gigi Petteni: «Si tratta di una ciambella di salvataggio che permetterà positivamente ad alcune centinaia di lavoratori rimasti senza lavoro nè pensione di avere una soluzione concreta e di poter accedere al loro pensionamento - commenta -. Abbiamo voluto contribuire come sindacato a creare una risposta concreta per tutelare chi era stato lasciato nel limbo . In attesa che a Roma si faccia di più per dare risposte utili ai troppi lavoratori lasciati a piedi dalla riforma Fornero, in Lombardia abbiamo deciso di usare lo strumento della mobilità in deroga, previsto appositamente per questi casi eccezionali, con il quale una particolare categoria di lavoratori potrà quindi essere salvaguardata entro il dicembre 2014. É un modo concreto per dare una piccola soluzione ulteriore ad un grande dramma sociale».

Secondo il segretario generale della Cisl lombarda, «questo è un altro tassello concreto e positivo nella complessa e impegnativa azione sul lavoro che come parti sociali e Regione stiamo facendo in Lombardia. Ma dobbiamo di certo accelerare e impegnarci di più - sottolinea -. Come Cisl Lombardia pensiamo che nelle prossime settimane Regione e parti sociali dovranno affrontare nuovi argomenti e nuovi strumenti per dare ancora più sostegno all’occupazione e battere la crisi».

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