Barboni (Pd) sui ticket regionali:
«Modello lombardo troppo costoso»

Superticket, Barboni (PD): «modello lombardo» è ancora più costoso per i cittadini. Pochissimi i casi in cui non si pagherà, un terzo delle prestazioni costerà più che nel resto d'Italia.

La toppa rischia di essere peggiore del buco. È questo in estrema sintesi il giudizio del PD sulla modulazione del “superticket” da dieci euro introdotto dalla manovra nazionale che, per decisione della Giunta regionale, sarà applicato dal primo di agosto in modo differenziato, da zero a trenta euro, in ragione del valore delle prestazioni.

Nel dettaglio, per le ricette contenenti prestazioni sotto i 5 euro non ci saranno aggravi di spesa, mentre per le altre prestazioni dal valore superiore ai 5 euro si pagherà un contributo modulato in scaglioni fino ad un massimo di 66 euro, dunque trenta euro in più di quanto si pagava fino alla scorsa settimana.

È il cosiddetto “modello lombardo”, che si contrappone alle decisioni assunte da molte altre Regioni che si sono dette contrarie all'applicazione del ticket e che per ora non lo fanno pagare in attesa di un confronto con il governo per ottenerne la revoca.

I numeri, denuncia il PD, non sono però rassicuranti: nel nomenclatore tariffario della specialistica oggi in vigore sono ricomprese 2017 diverse prestazioni, dall'emocromo alle ecografie. Solo 188 di queste, poco più del 9%, hanno un valore inferiore ai 5 euro e sono essenzialmente esami di laboratorio. Il problema è che raramente il medico prescrive un solo esame, perché tipicamente analisi come quelle del sangue ricomprendono la rilevazione di più valori, e il superticket alla lombarda si applica alla ricetta nel suo complesso. Oggi le ricette sotto i cinque euro sono il 2,8% del totale.

Sono invece 696 le prestazioni che, prese singolarmente, costeranno al cittadino più dei 46 euro previsti dalla finanziaria nazionale (il 34,5%) e tra queste sono 362 quelle che raggiungeranno il valore limite dei 66 euro. Non si tratta solo di esami molto particolari ma anche di prestazioni abbastanza ordinarie (alcuni esempi nel pdf alegato).

“Il dato vero - denuncia il consigliere regionale Mario Barboni - è che mentre le altre Regioni stanno decidendo come resistere all'introduzione del superticket la Lombardia ha individuato una soluzione ancora più gravosa per le tasche dei lombardi. Sono pochissimi i casi in cui i lombardi non pagheranno nulla di più, mentre per diversi esami, alcuni complessi e altri tutto sommato ordinari, come un Holter, una colonscopia o una tac del torace, indipendentemente dal reddito, pagheranno quasi il doppio rispetto quanto avveniva solo la settimana scorsa. Di più che nelle Regioni che hanno i conti sanitari in disordine, e ovviamente molto di più rispetto a quelle Regioni che hanno deciso di non far pagare il ticket da 10 euro e che stanno chiedendo al Governo di trovare soluzioni alternative. E come aggravante c'è il fatto che i maggiori costi si scaricheranno su chi si trova a dover fare accertamenti per malattie importanti. La Regione Lombardia – è la conclusione di Barboni – ha scelto ancora una volta di lasciar ricadere sui cittadini gli effetti di una manovra nazionale che serve per fare cassa. Noi siamo contrari e ribadiamo la nostra proposta: nel bilancio sanitario regionale ci sono inefficienze che possono essere eliminate per trovare le risorse necessarie. Guardiamo al sistema della Carta sanitaria, che dal 2000 ad oggi è costata ai lombardi 1,6 miliardi di euro senza aver mantenuto le promesse fatte a più riprese. E poi c'è la vicenda del call center sanitario, che nel 2004 fu chiuso in Lombardia per essere aperto in Sicilia, a Paternò, e che ora la Regione vuole riaprire in Lombardia lasciando aperto, sicuramente per la prima fase, anche quello siciliano. Nell'assestamento di bilancio, che andrà in Aula la prossima settimana, per questa operazione è previsto un aumento di spesa di 5 milioni di euro, il necessario per porre le basi all'apertura del nuovo centro, mentre si prevede che per circa tre anni per ci sarà una duplicazione dei costi del call center: da venti a quaranta milioni di euro.”

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