Baretto, petizione contro la chiusura inviata al questore con 3.300 firme

Baretto, petizione contro la chiusura
inviata al questore con 3.300 firme

Alla memoria difensiva contro la paventata chiusura del Baretto di viale Giulio Cesare, che lunedì 2 febbraio l’avvocato Luca Salvioni ha presentato in questura, sono state allegate le 3.300 firme raccolte finora (la petizione continua) per tentare di bloccare il provvedimento amministrativo di sospensione della licenza avviato dal questore Dino Finolli.

Quest’ultimo si è riservato la decisione, attesa per i prossimi giorni. Dovesse scattare la sospensione della licenza, i gestori, tramite il legale, potrebbero ricorrere al Tar. L’avvocato Salvioni ha puntato la sua memoria su due argomentazioni: una di carattere sociale, l’altra di tipo economico.

Il locale gestito da Aronne Mazzoleni e dalla sorella Sara, fidanzata dal leader della Nord Claudio «Bocia» Galimberti, è un punto di riferimento non solo per i tifosi nerazzurri ma anche per la gente del quartiere, frequentato da anziani e donne con figlioletti, osserva il legale. E poi l’argomento di natura economica, non meno trascurabile in questi tempi di crisi: e cioè che, chiudendo (anche solo temporaneamente) il Baretto e l’annessa edicola, rimarrebbero senza lavoro sei persone.

Notte ultrà al Baretto

Notte ultrà al Baretto
(Foto by Beppe Bedolis)

Tra le 3.300 firme (800 giunte per via telematica in risposta alla mobilitazione organizzata dal sito «Sostieni la Curva») anche quella di Domnica Cermotan, nota per essere stata a fianco di Schettino nel momento dell’impatto della Costa Concordia.


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